L’AQUILA – “A L’Aquila, ci sono tanti condomini con tante famiglie, che non possono rientrare nelle loro case ricostruite senza il regolare certificato di fine dei lavori, che non viene rilasciato per ritardo nella esecuzione dei lavori a causa della complessità delle opere o per le vicende giudiziarie che hanno riguardato le ditte appaltatrici”. A denunciare la situazione è Lelio De Santis, capogruppo di Cambiamo insieme – Italia dei valori. Il riferimento, in particolare è condominio Cappelli in via Giovanni Di Vincenzo, costituito da 34 nuclei familiari
“Questo ritardo nell’esecuzione dei lavori – spiega De Santis -, senza la dovuta proroga, impedisce la liquidazione dello stato finale, con il quale pagare fornitori e subappaltatori, ed imporrebbe il pagamento di penali, ai sensi del decreto legislativo 78 del 2015, a carico di amministratori condominiali e direttori dei lavori, ma non delle ditte fallite”.
“Sembra evidente – aggiunge – che ci troviamo di fronte ad una interpretazione delle ordinanze ministeriali molto discutibile, da parte degli Uffici comunali, che rischia di bloccare il rientro nelle loro abitazioni di centinaia di famiglie e di non poter liquidare le ditte subappaltatrici aquilane, ormai a rischio chiusura”.
“Al fine di sbloccare la situazione e di dare una risposta doverosa e positiva alle famiglie aquilane – prosegue De Santis -, rimaste intrappolate nelle maglie della burocrazia e penalizzate dalla spregiudicatezza imprenditoriale di tante ditte dai nomi altisonanti, spesso venute da lontano, ho presentato al sindaco, Pierluigi Biondi, una interrogazione urgente, con risposta scritta ed orale”.
“Non è l’unica segnalazione dei cittadini – conclude -, solo qualche giorno fa, una lettrice ha segnalato ad Abruzzoweb ‘erba alta e insetti al progetto C.a.s.e. di Camarda’”.
“Faccio presente – ha raccontato la donna – che, quest’anno, a causa delle piogge precedenti l’erba è cresciuta tantissimo e siamo in tanti ad avere problemi di allergie. Oltre ciò ci sono rettili e siamo pieni d’insetti d’ogni tipo. Ho chiamato l’ufficio dell’ingegner Lucio Nardis e mi è stato detto che prima della settimana prossima non possono procedere a tagliare l’erba poiché hanno solo 15 operai che sono impegnati per tutta la settimana”.
“Faccio notare che dallo scorso anno l’erba non è stata mai più tagliata e che ogni tre mesi paghiamo le spese condominiali relative a cosa non si sa visto che i servizi ricevuti sono scarsissimi. Credo che non è più possibile tollerare questi trattamenti e se c’è carenza di personale si assumesse gente”, ha concluso la lettrice.





