L’AQUILA – “Non esiste educazione, senza educazione fisica”.

Con questo slogan il professor Luca Eid della facoltà di Scienze motorie di Milano ha voluto rinforzare il concetto base che espresse nel 1978, all’Aquila, il professor Luigi Volpicelli, allorchè nella sua prolusione all’anno accademico disse “Rinnegando lo sport e l’educazione fisica, la scuola si pone contro la vita”!

E su questa architrave di fondo si è articolato il convegno internazionale che si è tenuto presso l’aula magna di Scienze motorie in via Campo di Pile sul tema “Scienze motorie in Italia e in Europa: nuovi scenari o antiche tradizioni?” con la professoressa Maria Giulia Vinciguerra e il professor Vincenzo Di Cecco a sostegno della preside di facoltà, Leila Fabiani, organizzatori e coordinatori del progetto.

E, oltre al prof Eid, la platea formata da autorità, docenti, studiosi e soprattutto da allievi della facoltà aquilana ha visto la partecipazione dei professori Udo Hanke, Flavio Cucco, Licia Cianfriglia, Antonella Sbragi, Laura Bortoli e altri professori venuti dalla Svizzera e da altre città europee.

Il tutto moderato dal giornalista della testata giornalistica sportiva della Rai Aurelio Capaldi che, al termine, dopo aver dato la parola a tutti coloro che sono intervenuti con i loro contributi (citiamo tra i tanti i prof Palmieri e Valeri), ha precisato che nei prossimi giorni saranno pubblicati gli atti di questo convegno.

Erano anni che all’Aquila non si teneva un’assise tanto importrante dopo il periodo di silenzio in seguito alla trasformazione degli ex Isef in facoltà di Scienze motorie.

Alcune positive risultanze. La situazione italiana con i 120 minuti alla settimana è di mezza classifica, a livello europeo, tenendo conto che francesi e tedeschi hanno tagliato di recente migliaia di posti e di cattedre.

A tal riguardo, tuttavia, ci sono stati docenti che, nei loro interventi, hanno voluto ribadire che il numero delle ore di educazione fisica nelle scuole italiane deve essere potenziato, che non si tratta di spesa, ma di investimento e che i documenti finali come proposte vanno consegnati a parlamentari che dovranno interessarsi delle varie problematiche soprattutto a livello europeo.

Quando la professoressa svizzera Rose Marie Repond ha detto “a Bruxelles ci chiedono: perché serve l’educazione fisica a scuola?” e ancora “perché bisogna svolgere tale attività un’ora al giorno?”, alcuni esperti in sala hanno censurato tali domande, meravigliandosi come siamo così male rappresentati a livello europeo.

“Quando andiamo a dare il voto a questi signori – hanno detto tre studentesse marsicane – dobbiamo stare molto attente a come spendiamo il nostro credito”.

In sala era presente anche l’onorevole Giovanni Lolli, mentre degli altri invitati non c’è stata traccia, vedi Mario Mauro, Giorgia Meloni, Manuela Di Centa e Paola Concia.

Qualche altra notizia di rilievo: a Parigi è stato creato un sindacato di professori di educazione fisica con oltre 15 mila aderenti, a Losanna si è creata un’associazione sportiva con 25 mila amatori dai tre ai 90 anni!

Purtroppo da noi non ci sono più le “battaglie che si facevano un tempo con gli studenti in trincea”. Storiche quelle condotte dall’attuale presidente del Credici, prof Pierluigi Palmieri, quando frequentava l’Isef dell’Aquila, o quando, per richiamare l’attenzione, si arrivò a “sequestrare” il calciatore della Lazio e della Nazionale Giorgio Chinaglia.

E questo aspetto è stato ben illustrato dalla professoressa Bortoli di Chieti con esperienze a Padova, Bolzano e Udine, dove esiste, nonostante oggi parliamo di “Unità”, un’Italia che accelera, mentre da noi esiste un’Italia che frena.

Infine è stato ribadito il concetto fondamentale dell’autonomia, ben espresso dalla professoressa dell’Associazione nazionale presidi (Anp), per meglio dire dei dirigenti scolastici, Licia Cianfriglia, che, oltre a lamentare l’imperante centralismo ministeriale e la mancanza di risorse grazie ai tagli del ministro Gelmini, ha chiesto un nuovo stato giuridico per i docenti italiani, fermo al 1973.

Ha concluso la serie degli interventi il prof Palmieri quale presidente del Credici e cioè del nuovo Coordinamento regionale a tutela dei diritti civili, che si è recentemente costituito con atto notarile in moltissime città italiane.

Il “Credici” rappresenta la scuola, l’università, la giustizia, la sanità, gli Enti locali,le forze dell’ordine, il finanziario e assicurativo.

Una svolta storica nel campo della tutela dei diritti dei cittadini, sin troppo vilipesi e calpestati giornalmente.

Saluti e ringraziamenti speciali sono stati fatti dal prof Di Cecco, mentre la prof Vinciguerra è stata portata in trionfo dalle sue studentesse firmando gli attestati che sono stati consegnanti al termine a tutti i partecipanti del convegno internazionale, che ha dato un notevole rilancio e lustro alla città dell’Aquila. (d.c.)