L’AQUILA – “Voglio sapere chi è che ha fatto uscire questa storia”.
Primo giorno di lavoro ieri per i ‘beffati’ di un call center dell’Aquila e prime reazioni da caccia al colpevole da parte della dirigenza della Globe Network, società che gestisce la commessa call center per la compagnia telefonica “3”, protagonista della brutta vicenda che ha coinvolto una ventina di aspiranti lavoratori i quali, alla fine di un corso di formazione per operatori telefonici, hanno visto svanire la promessa di un regolare contratto a tempo determinato della durata di otto mesi, una manna di questi tempi, per ritrovarsi di fronte a un contratto a rinnovo mensile privo di garanzie minime.
L’articolo pubblicato ieri su AbruzzoWeb in cui si racconta nei dettagli la vicenda è stato letteralmente brandito con fare minaccioso in faccia ai lavoratori cui l’azienda ha rimproverato duramente l’uscita di una storia che evidentemente non fa onore a chi l’ha creata, non certo a chi ha avuto il coraggio di segnalarla, in un clima di terrore che sta rendendo la vita difficile a chi aveva già subìto una doppia fregatura, visto che i lavoratori sono stati costretti a firmare il nuovo contratto ‘sforbiciato’ per non perdere il rimborso previsto per il corso di formazione.
“Questa è una vicenda molto triste – hanno detto alcuni lavoratori al nostro sito – non sappiamo come comportarci e ci sentiamo offesi e senza vie d’uscita. Il mondo del lavoro oggi è fatto così e nessuno sembra voler cambiare le cose”.
Tutto ciò accade spesso e volentieri e non solo all’Aquila, realtà dove è però evidente la carenza ormai drammatica di lavoro in un territorio in cui la crisi economica fa più male, negli stessi giorni in cui si discute dell’articolo 18.





