L’AQUILA – Un traffico evitabilissimo. E adesso serve una soluzione in fretta e furia.

L’Aquila di questa prima decade di agosto è senza dubbio un esempio di malagestione delle strade e dei lavori di demolizione e ricostruzione post-sisma.

Un caso su tutti: il caos assurdo, sul serio una roba da matti, all’imbocco di via XX Settembre da viale Corrado IV, chiuso al traffico per la demolizione del palazzo dell’Anas e un altro paio di palazzi.

Fino al 20 di agosto sarà così, con viale Corrado IV già parecchio in difficoltà per i vantaggi mai arrivati dalle celebri rotatorie (però ancora da completare) e altre necessarie ‘diavolerie’ nelle zone limitrofe.

In quella parte di città, tra deviazioni, chiusure e strade interne, va ricordato, sempre troppo piccole causa l’ormai grande e spesso intollerabile traffico aquilano nonostante le necessità e le sofferenze obbligate da ricostruzione, la viabilità è un vero e proprio festival degli orrori.

L’assessore comunale alle Opere pubbliche Alfredo Moroni è corso ai ripari e ha promesso soluzioni a breve, segnalando un errore di valutazione sulla scelta di effettuare diversi lavori nello stesso periodo, probabilmente in previsione di ulteriori disagi che ci sarebbero stati a settembre tra riapertura scuole e rientri dalle vacanze.

Percorsi alternativi sono ora al vaglio di un tavolo tecnico con vigili urbani e vigili del fuoco.

“Stiamo trovando una soluzione alternativa, in particolare si sta valutando se sia possibile utilizzare in sicurezza la ‘salitella’ che porta da Villa Gioia a via XX Settembre”, dichiara Moroni al nostro giornale.

“Comunque la competenza di questi lavori è dell’Anas – continua – che ha ritenuto opportuno fare tutto in questo mese di concerto con la polizia municipale. Come Comune non eravamo favorevoli alla chiusura di via XX Settembre, ora vediamo di risolvere questa situazione oggettivamente intollerabile per gli automobilisti”.

In molti si chiedono se non sia il caso di lavorare in notturna, specie in quelle zone della città terremotata ancora disabitate.

“Non conosco i conti dell’Anas – commenta Moroni – da assessore comunale posso dire che è una soluzione generalmente più costosa ma che permette di lavorare con molta più tranquillità e di creare disagi minimi al traffico. Se ci fossero i fondi sarebbe senza dubbio la scelta migliore”.