L’AQUILA – Giorni convulsi all’Aquilana società multiservizi (Asm), municipalizzata del Comune dell’Aquila che la scorsa settimana è stata interessata da un cambio al vertice.

L’avvocato Francesco Rosettini è stato infatti nominato presidente pro tempore dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, subentrando a Luigi Fabiani, in attesa del bando per il nuovo amministratore.

Secondo quanto si è appreso, l’addio si sarebbe concretizzato dopo che Fabiani è finito in rotta di collisione con lo stesso primo cittadino, tanto da arrivare alla rottura insanabile.

Il sindaco, dalla sua, smentisce come prevedibile queste voci e anzi, annuncia la collaborazione dell’ex presidente alla redazione del progetto per la creazione di un’azienda unica che raccolga l’eredità di tutte le municipalizzate con un netto taglio dei costi di gestione.

Alla base della rottura tra Cialente e Fabiani, in particolare, ci sarebbe la spinosa questione del conferimento dei rifiuti indifferenziati fuori dalla provincia dell’Aquila, precisamente nell’impianto del Consorzio intercomunale rifiuti solidi urbani di Teramo (Cirsu), bocciato però dalla Regione Abruzzo.

Il servizio del trattamento dei rifiuti indifferenziati urbani è stato concesso con un affidamento diretto, attraverso un provvedimento a firma dell’ormai ex presidente dell’Asm, alla ditta aquilana Csa Team di Augusto Iovenitti, patron, tra l’altro, dell’Aquila Rugby, della quale Fabiani è direttore generale.

Anche Rosettini smentisce le voci di un defenestramento del suo predecessore che anzi, fa notare, è già impegnato “a titolo gratuito nel lavoro per la formazione dell’azienda unica, con il fine di una razionalizzazione dei costi e un miglioramento dei servizi”.

In relazione al tema bollente del trasporto dei rifiuti indifferenziati, per ora dirottati al Cirsu, Rosettini precisa che “è stata avviata un’indagine di mercato, iniziata dallo stesso Fabiani, ed estesa a tutti gli impianti esistenti in regione, tra cui anche quello di Teramo, per scegliere l’opzione più vantaggiosa per l’azienda”.

Entro la prossima settimana, quindi, si potrebbe scegliere di riportare il servizio entro i confini della provincia aquilana, nell’ottica di una razionalizzazione dei costi, e soprattutto alla luce del parere negativo espresso dalla Regione sul Cirsu, che non sarebbe dotato delle autorizzazioni per trattare l’indifferenziato”.

Secondo Rosettini, infatti, “a norma di legge possiamo prendere in esame tutte le alternative entro i confini regionali e valuteremo la più vantaggiosa”.

In linea con questa idea, Cialente conferma ad AbruzzoWeb l’incontro di qualche giorno fa avvenuto in Comune con il nuovo presidente e con il responsabile del settore rifiuti della Regione Abruzzo, Franco Gerardini, precisando che “se la Regione ritiene che al Cirsu non si possano portare più rifiuti indifferenziati, si sceglierà una strada alternativa, possibilmente la più economica”.

Per quanto riguarda invece i ‘precari delle macerie’, passati da 167 a 5, Rosettini smentite le voci di un rinnovo di contratto con un’assunzione definitiva e conclude: “Sono lavoratori interinali impiegati grazie a una convenzione con l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila e lavoreranno fino allo scadere della convenzione. Non siamo noi a decidere per un eventuale rinnovo”.