L’AQUILA – L’antico gonfalone della città dell’Aquila, conservato a seguito del sisma del 2009 nel Museo delle Paludi di Celano (L’Aquila), non può ancora tornare in città, almeno fin quando non saranno finiti i lavori che interessano la ricostruzione del Forte spagnolo cinquecentesco, gravemente danneggiato con un lotto di lavori di ricostruzione ancora in corso e un altro che deve ancora partire.
L’antico stendardo, simbolo della città, fu realizzato da Giovan Paolo Cardone intorno al 1579: è un dipinto su seta ed è stato restaurato 6 anni fa, prima di essere collocato nel museo marsicano, grazie al contributo dell’Associazione bancaria italiana (Abi) e della Carispaq.
Si trova a Celano perché dopo il terremoto sembrava non ci fossero spazi idonei per custodirlo. All’epoca si parlò anche dell’ennesimo ”scippo” ai danni del cuore storico ed artistico del capoluogo mentre per quanto riguarda la riconsegna del “Castello”, il grande complesso è stato il grande assente dal dibattito della ricostruzione.
Per quanto riguarda il ritorno in città nel capoluogo e la nuova destinazione, Lucia Arbace, direttore del Polo museale dell’Abruzzo, ha spiegato ad AbruzzoWeb le motivazioni della soluzione adottata in concerto con il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact).
“Fino all’anno scorso non avevamo uno spazio adatto, abbiamo lavorato a un progetto che abbiamo inviato ai vertici del Mibac che prevede la sua collocazione all’interno di una sezione del Castello cinquecentesco”, svela.
“La risposta è stata affermativa – ha aggiunto ancora – Infatti la dottoressa Antonia Pasqua Recchia, del segretariato generale del Mibac, ha accettato il nostro progetto, per cui siamo semplicemente in attesa della conclusione del primo lotto di lavori all’interno del Castello”.
Conclusione dei lavori, che porterà anche alla riapertura ai visitatori della sezione paleontologica, che ospita il mammut, trovandosi in uno spazio adiacente.






