L’AQUILA – “Dobbiamo salvare l’Accademia dell’immagine come patrimonio comune della città dell’Aquila e degli aquilani. Per questo ho deciso, insieme ai soci, di indire un bando rivolto a tutti i privati e agli imprenditori interessati, per investire 2,5 milioni di euro che ricostruiranno la sede storica sulla collina di Collemaggio”.

Queste le parole di Andrea Tatafiore, avvocato aquilano e amministratore unico dell’Accademia, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa alla Guardia di finanza di Coppito (L’Aquila), in quella che è l’attuale sede provvisoria.

“Se non ci fosse stato il terremoto del 6 aprile 2009 – ha spiegato – il debito che l’Accademia aveva contratto negli anni e gli stipendi non pagati al personale docente, sarebbero stati saldati grazie a un mutuo che avevamo stipulato con la Cassa di risparmio dell’Aquila”.

“Purtroppo – continua Tatafiore – il valore dell’edificio, che era di 9 milioni di euro, dopo la tragedia si è vanificato e la banca ha deciso di non concederci più il prestito. In virtù di questo e delle contromisure prese dalla Protezione civile, siamo stati inseriti nel decreto legge Abruzzo del post-terremoto, che prevedeva la ricostruzione degli edifici che costituivano pubblica utilità”.

“Quando sono stato eletto amministratore – aggiunge l’avvocato – la prima cosa che ho fatto è stata azzerare le spese. Questo significa: cassaintregrare il personale, sospendere i corsi e spostare la sede alla Guardia di finanza”.

“Ma, come purtroppo sappiamo – prosegue – le tempistiche sono molto lunghe. Dopo una riunione dei soci, quindi, abbiamo deciso di scorporarci dal decreto legge e bandire un project financing, attraverso il quale investitori ci avrebbero permesso di ricostruire l’Accademia, e gli imprenditori avrebbero posseduto lo stabile per 18, 20 anni, lasciandone a noi l’uso di una parte”.

“Ora il progetto è stato consegnato – conclude l’amministratore – Gianni Chiodi ci ha dato il suo benestare e stiamo solo aspettando una risposta dell’architetto Gaetano Fontana”.

Durante i primi giorni di ottobre, intanto, era arrivata la notizia che l’Accademia sarebbe stata riassorbita dalla Scuola nazionale di cinema di Roma, che avrebbe aperto una sede distaccata nel capoluogo abruzzese. Questa notizia ha creato non poche perplessità tra i cittadini e l’apparato impiegatizio dell’istituto e, per questo motivo, Tatafiore ha deciso di tenere questa conferenza stampa “chiarificatrice”.

Riguardo l’argomento, l’avvocato spiega: “Abbiamo firmato un accordo con la Scuola nazionale di cinema affinché loro si stanzino all’Aquila e permettano ai nostri ragazzi di studiare quella che è la loro passione: il cinema”.

“Insieme al direttore generale della scuola, Marcello Foti – racconta – abbiamo ottenuto i fondi per creare questa divisione aquilana e riassorbire parte degli impiegati: su 13, per ora, ne sono stati presi solo tre. In futuro saranno tutti”.

In seguito al sisma c’è stata una raccolta fondi per la riattivazione dell’Accademia dell’immagine e la sua ricostruzione. Fino al 20 ottobre 2011 le donazioni ricevute sono state di 465 mila euro di cui ne sono stati impiegati 24 mila per lo sgombero e la messa in sicurezza degli edifici, 218 mila per il ripristino dell’attività dell’accademia e la sua riorganizzazione e, infine, 130 mila per il completamento dell’anno accademico e per gli studenti già iscritti. Dei fondi stanziati ne rimangono scarsi 100 mila ancora da impiegare.

“La Scuola nazionale di cinema – asserisce – porterà nella nostra città, come insegnanti, premi Oscar e Nobel, e permetterà di riacquisire quel prestigio che in questi due anni è venuto a mancare. E parallelamente, l’Accademia, dopo la prima fase di risanamento e ricostruzione, tornerà al suo splendore iniziale”.