L’AQUILA – Si allarga a macchia d’olio la protesta dei Bellaprima, la famiglia aquilana che ieri sera è insorta chiedendo un alloggio e aiuto post-sisma.
Due nonni, Euplio Bellaprima e Carmela Guardo, si sono incatenati davanti al Comune, il primo è anche finito in ospedale per un malore, ottenendo una provvisoria sistemazione in albergo e la promessa di un alloggio, mentre la figlia Francesca e le nipoti per ora se ne stanno nel modulo abitativo provvisorio che hanno occupato a Paganica.
Dorme invece in macchina da due mesi Gianluca D’Amore, 38 anni, ex compagno di Francesca e papà della figlia minore, che ne ha 7.
Prima del terremoto l’uomo viveva con Francesca a Preturo, ma, non essendo nello stesso stato di famiglia, dopo la rottura con la donna è rimasto senza casa, come la sua ex compagna e i genitori di lei.
Senza casa i genitori di Francesca, senza casa Francesca, senza casa le bambine. E se per il momento almeno loro sembrano aver trovato una soluzione, Gianluca si è adattato all’interno della sua Ford Fiesta, nonostante la residenza ce l’abbia ancora a Preturo, in un’abitazione che, però, non può più riprendere in affitto perché è stata assegnata ad alcuni operai dopo il sisma.
“Nessun politico o persona addetta all’emergenza riesce a trovare una soluzione – spiega D’Amore, accorso ieri notte al pronto soccorso dall’ex suocero – Per questo sono costretto a dormire in macchina, non riuscendo a trovare uno straccio di abitazione, anche piccolissima, a un affitto accettabile”.
“Il fatto che mia figlia abbia un padre che dorme nella sua auto – aggiunge – non preoccupa minimamente le istituzioni. Io sto cercando di fare del mio meglio, vorrei solo avere l’opportunità di fare da solo, perché un lavoro ce l’ho, ma qui all’Aquila con gli affitti è diventata impossibile. Giro da due mesi negli uffici, chiedo spesso aiuto a Petullà e agli altri, ma la risposta è sempre la stessa: ‘per te non c’è niente'”.
“Mia figlia – conclude – è arrivata addiruttura a offrire i pochi soldi che ha nel salvadanaio, pensando che potessero aiutarmi a pagare un affitto. Per adesso, è giusto che Francesca ‘resista’ nel Map di Paganica. Da lì non se ne devono andare fin quando non si saranno risolti i problemi”. (r.s.)
Intanto, Francesca Bellaprima resta nel Map che ha occupato con le figlie, ma proprio perché l’alloggio è ancora in corso di realizzazione e pronto per essere abitato i disagi sono enormi: mancano, infatti, gli allacci alla rete idrica e al metano, mentre per fortuna almeno l’elettricità c’è.
“Voglio rimanere qua, ho fatto tutto questo per avere una casa e ora la mia casa è questa”, ha detto oggi la donna, intenzionata più che mai a non mollare nonostante la difficile situazione per lei e le bimbe di 13 e 7 anni. (e.m.)
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