L’AQUILA – Una maxi colletta tra una novantina di aquilani per acquistare, quasi a metà prezzo, una tonnellata di pasta.

A organizzarla, con “quartier generale” il mercatino “Cose che capitano” di via Giovanbattista Contini, in zona Pile, è stato Alfredo Giampaolini, che ad AbruzzoWeb racconta l’ideazione e lo svolgimento di una trovata che ha avuto grande successo.

“Con il gruppo abbiamo fatto un’iniziativa di acquisto solidale, selezionando il pastificio che ci offriva condizioni economiche e di qualità migliori – spiega – Poi abbiamo selezionato i formati della pasta per 10 chili totali a pacco. Le sottoscrizioni le ho raccolte presso il mio mercatino, e alla fine ridendo e scherzando abbiamo acquistato ben 860 chili di pasta!”.

I formati della pasta erano chitarra, fettuccine rigate, rigatoni, pennoni giganti rigati e fusilli, tutti del pastificio artigiano Masciarelli, in attività dal 1867.

L’acquisto in massa, scelto da 86 persone con molti altri che sono rimasti esclusi, ha portato ovviamente un interessante risparmio per ciascuno dei partecipanti.

“In media, tra il 30 e il 40%, calcolando anche che i costi di trasporto, che avrebbero inciso mediamente 20 centesimi a pacco ce li siamo accollati noi andando, con il nostro furgone, a caricare”, spiega il promotore.

Un’iniziativa che ha avuto un tale successo che ora si punta a replicarla, e anche in altri settori.

“Sicuramente ci riproveremo – assicura – stiamo valutando una azienda a conduzione familiare nel Teramano che produce pomodoro in bottiglia di alta qualità, e poi altro”.

Interessante sarà anche una prossima iniziativa, prevista per sabato 21 e domenica 22 maggio. con il “Cerco, scambio, vendo”.

“Ognuno di noi potrà portare i propri oggetti e scambiarli liberamente con altri partecipanti all’iniziativa – spiega – Siamo in fase embrionale nell’organizzazione e accettiamo contributi da tutti. Cose che capitano metterà a disposizione gli spazi e qualcosa per passare insieme due belle giornate, vino rosso e arrosticini”.

“Si cercano volontari disposti a offrirci un dolce… rigorosamente artigianale!”, conclude.