L’AQUILA – I giudici della cassazione hanno riconosciuto un maxi risarcimento da due milioni di euro ad un disabile, oggi quarantenne, che nel dicembre del 1985 rimase vittima di una caduta all’interno del reparto di neuropsichiatria infantile, che in quegli anni era localizzato nel presidio ospedaliero di Collemaggio.
Proprio a causa di quella caduta, avvenuta a causa di una crisi epilettica, S. A. riportò una frattura alla vertebra cervicale che provocò la disabilità: i giudici hanno ritenuto responsabili i medici ed il personale sanitario e sarà, pertanto, la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila a dover sborsare la cifra a titolo risarcitorio,
Gli avvocati dell’uomo adesso si rivolgeranno anche alla Corte europea per i diritti dell’uomo e poi alla Corte d’appello di Perugia, territorialmente competente, per tentare di ottenere anche un risarcimento danni legato alla lentezza della giustizia italiana che solo dopo un quarto di secolo e tutti e tre i gradi di giudizio ha riconosciuto il risarcimento richiesto a S. A. al quale in quella notte del 1985 la vita è cambiata per sempre.






