L’AQUILA- L’inaugurazione dell’opera “La timidezza delle chiome” dell’artista Arianna De Nicola (Roma, 1986), avvenuta questa mattina nel Giardino dell’Accademia, rappresenta un primo passo per la costituzione del parco di sculture all’aperto dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.
L’opera prende in prestito il titolo da un fenomeno del mondo vegetale, per cui gli alberi di una foresta evitano di toccarsi fisicamente o di sovrapporsi l’uno con l’altro, mantenendo sempre una zona di reciproco ‘rispetto’, che previene i danni del vento e favorisce un’equa, non conflittuale spartizione di aria e di luce. Questo vuol dire che le piante non solo rispondono agli stimoli adattandosi all’ambiente, ma comunicano tra loro in modo sofisticato, pensano alla comunità e hanno un atteggiamento cooperativo. La dimensione poetica del paesaggio assume nell’opera di Arianna De Nicola un valore metaforico, ed è utilizzata dall’artista per proporre un’immagine della realtà umana come ‘realtà di rapporto’.
L’opera, in ceramica refrattaria e acciaio, è stata realizzata dall’artista insieme agli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila all’interno di un ciclo di workshop dedicato alla ceramica: materiale che sta vivendo una vera e propria rinascita nel mondo dell’arte contemporanea e sul quale le Scuole di Scultura e Decorazione, coordinate rispettivamente dai proff. Matteo Ludovico e Sebastiano Dammone Sessa, hanno incentrato negli ultimi anni la didattica. Su indicazione della prof.ssa Francesca Franco l’artista è stata individuata per la particolare poetica della sua ricerca, tesa a valorizzare l’unione tra elementi discreti e di dimensioni contenute, arrivando a comporre anche installazioni di grande formato e di tensione ambientale.
La realizzazione dell’opera – dalla modellazione alla cottura, all’assemblaggio degli elementi, fino alla documentazione alla sua installazione – è stato il frutto di un lavoro collettivo aperto alla collaborazione, al fine di dare a ognuno la possibilità di partecipare al progetto con le proprie competenze e disponibilità di tempo, assolvendo a compiti piccoli e grandi, tutti necessari alla buona riuscita dell’evento.
Modellazione e assemblaggio: Valentina Boaretto, Letizia Bruno, Massimo Camplone, Camilla Cavalieri (anche allestimento), Marta D’Ottavio, Greta Di Naccio (anche allestimento), Giuseppe Ferri, El Khoury Gaelle, Maria Esmeralda Giovannelli, Alan Pierdomenico (anche allestimento), Ernesto Pugliese, Esmeralda Shepiti, Alessia Tatasciore, Manuela Valloscuro (anche allestimento), Martina Vernice, Gloria Laura Waibal; – reportage del workshop: Giada Ciarcelluti, Paolo Di Battista, Lina Di Isidoro, Maria Di Loreto; – movimentazione dell’opera: Sara Calojo, Lucrezia Di Stefano, Armando Jose Martinez Di Carlantonio, Irene Iovannitti, Alessio Sebastiani (corso di Problematiche di conservazione dell’arte contemporanea) – documentazione fotografica dell’opera: Letizia Bruno, Vincendo Di Donato, Tommaso Golia, Chiara Masi, Emanuele Nuccilli (anche post-produzione), Samuele Sidoni, Martina Vernile, Lyyu Xinju (corso di Fotografia 3 Triennio e corso Fotografia 1 Biennio del prof. Pierfrancesco Giordano). Un ringraziamento particolare va ai proff. Luca Baldassarra e Franco Fiorillo (allestimento), Simone Rasetti (comunicazione espositiva).
“Questo è un momento importante di crescita per l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila”, si legge in una nota, “che in pochi anni ha accresciuto il numero degli iscritti e moltiplicato i progetti formativi e i cantieri-lavoro sul territorio aquilano e non solo. All’inaugurazione del parco dell’Accademia seguirà la messa a dimora del Giardino di Joseph Beuys a cura della baronessa Lucrezia De Domizio Durini, storica gallerista e mecenate del maestro tedesco, la quale, già nel 2018, aveva omaggiato l’istituto aquilano una mostra permanente di fotografie, multipli e volumi incentrati sul lavoro svolto da Joseph Beuys in Abruzzo tra gli anni settanta e ottanta”.






