L’AQUILA – “Perché il ministro Bray ha deciso di trasferire il direttore regionale Mibac Fabrizio Magani a Pompei, interrompendo il lavoro virtuoso condotto finora per L’Aquila e il ‘cratere’?”.
Lo chiede la senatrice Stefania Pezzopane al ministro dei Beni e delle attività culturali, in un’interrogazione presentata al Senato, con la quale si intendono chiarire non solo i motivi del trasferimento, ma anche se corrisponde al vero che il ministro abbia intenzione di conferire per la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo un incarico ad interim, cosa che provocherebbe una battuta d’arresto alla ricostruzione del patrimonio aquilano, vista l’accelerazione impressa da Magani negli ultimi tempi.
Nell’interrogazione, che giunge dopo l’appello rivolto al ministro, la senatrice sottolinea come il direttore regionale, che riveste il suo incarico dal 1° dicembre 2010 all’Aquila, abbia rispettato con assoluto rigore la tabella di marcia dei lavori e degli impegni che la direzione regionale si è prefissata alla fine del periodo del commissariamento, con il crono programma 2013-2021.
“I cantieri previsti nel 2013 sono stati avviati – afferma la Pezzopane- Alcuni sono in fase di esecuzione, come i lavori delle mura urbiche, il Teatro comunale; il teatro San Filippo, altri sono già stati restituiti alla città come il Palazzetto dei Nobili e l’Oratorio San Giuseppe dei Minimi in pieno centro storico e Porta Napoli”.
Secondo l’ex assessore comunale “tutto procede a ritmo sostenuto, rispettando tempi e scadenze. Invece di continuare su questa strada – insiste – il ministro Bray, che nelle sue recenti visite all’Aquila ha dichiarato più di una volta come la ricostruzione del cratere sia una priorità, anzi un dovere del governo nazionale, pensa bene di interrompere questo trend positivo e di trasferire Magani a Pompei”.
“Possibile che tra le tante professionalità di cui il ministero può disporre non ve ne sia qualcuna che possa occuparsi del caso Pompei, indubbiamente un’emergenza a livello nazionale, senza che questo significhi abbandonare L’Aquila a se stessa e metterla in secondo piano?”, si chiede la senatrice.
“Anche L’Aquila è una priorità e un’emergenza nazionale, come lo stesso ministro ha riconosciuto più di una volta, e dobbiamo essere trattati come tali – conclude – Trasferimenti o possibili incarichi ad interim potrebbero arrecare una secca battuta d’arresto al lavoro di ricostruzione. Dopo tanti ritardi, L’Aquila ha bisogno di certezze”.
Intanto, secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, il direttore regionale è molto infastidito dal bailamme di comunicati stampa e uscite pubbliche sulla vicenda del suo possibile trasferimento in pianta stabile a Pompei a scapito dell’Aquila.
Oltre alla Pezzopane, alla seconda uscita e stavolta con un atto parlamentare oltre che sui media, nei giorni scorsi si sono espressi il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, entrambi critici contro il ministro Bray.
Una ridda di voci in sua difesa che, però, hanno indispettito Magani, desideroso di sollevare il minor polverone possibile, e infatti oggi, al rientro all’Aquila (mentre ieri era proprio a Pompei), non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.
I vari interlocutori potranno incontrarsi e chiarire le posizioni già giovedì prossimo, 9 gennaio, quando è previsto un vertice sulla ricostruzione delle antiche mura aquilane.
I timori di uno stop alla ricostruzione comunque vanno collegati a un’ipotesi di riforma del ministro Bray che potrebbe andare in porto a breve e che prevedrebbe, sempre nella onnipresente ottica del contenimento dei costi, un accorpamento di direzioni regionali per ricavare centri di comando interregionale come già accade da anni, per esempio, ai provveditorati delle Opere pubbliche. Alberto Orsini



