L’AQUILA – “L’uomo e la donna in bicicletta non hanno lo stesso ritmo e mia moglie rimaneva sempre dietro, ma la mia voglia di andare in bici assieme a lei era tale che ho scelto di passare dalla bici da corsa al tandem da corsa”.
Andrea De Simone, 33 anni, è un ingegnere aquilano che è cresciuto con la passione dello sport, facendone una sana abitudine di vita. In particolare per anni ha gareggiato come ciclista, poi alla sua bicicletta sono spuntati altri due pedali.
“Il tandem da corsa è qualcosa di sconosciuto ai più – spiega – Sono introvabili da queste parti ed è difficile acquistarli, ma se ci si impegna li si trova. Io l’ho acquistato in Emilia Romagna, apparteneva a un non vedente, a dimostrazione che lo sport è davvero per tutti”.
“Sono felice di parlare di me e della mia esperienza, ma il vero obiettivo è far unire altri a noi. Sarebbe bellissimo vedere tanti insieme in tandem – afferma – All’Aquila, più che altrove, puntare sullo sport è la rivincita per molti. Se si perdono i riferimenti che si fa, dove si trova la volontà di fare? Ci si lascia andare, si perde la voglia di impegnarsi. Alla fine ci si butta via, ci si deprime, si fuma, ci si droga”.
“Lo sport è una risorsa. Richiede impegno, chiede obiettivi, anche solo per la sfida con sé e gli altri. Lo sport è unione, è interazione, è sfida, sviluppa l’autostima sana – prosegue – Ed è sempre unione, anche quando si è da soli su una bici, perché lo si è insieme a tutti gli altri come te. Nel caso del tandem lo si fa già insieme ed è ancora più importante”.
L’ingegnere racconta come quando viveva ad Oxford, in Inghilterra, come dottorando, la bici fosse un vero mezzo di trasporto, facile e possibile, usato da persone di 20 anni come da quelle di 70.
“Lì la conformazione del territorio lo permette, qui andare al lavoro in bici è troppo complicato, se si devono affrontare continui dislivelli. Io personalmente ci ho provato, vivo a Preturo e lavoro a Cagnano Amiterno, ma poi al lavoro avrei dovuto poter fare la doccia”, racconta.
“Tuttavia è sempre possibile andare in bici per sport. Da dieci anni a questa parte, il gruppo dei ‘ciclisti della domenica’ è molto aumentato, eppure dopo il terremoto non c’è stato un grande sviluppo. Fondamentalmente per pigrizia”.
La conclusione è una esortazione agli aquilani: “Dovete vincere la pigrizia, all’Aquila ce ne è tanta, se volete unirvi a me e mia moglie, siamo qui. Anzi non vediamo l’ora di pedalare con altri nuovi amici!”.






