L’AQUILA – “Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mi ha detto di recente che verrà all’Aquila entro l’estate a incontrare il sindaco Cialente a vedere lo stato dell’arte della ricostruzione”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, secondo quanto riportato dal Messaggero, a margine dell’incontro tra le due Giunta, la sua, quella regionale, e quella comunale capeggiata dal sindaco, Massimo Cialente.

Il presidente ha ribadito che la legge regionale sull’Aquila Capoluogo, ferma al palo da quasi un anno, il 24 luglio sarà all’esame della commissione bilancio del Consiglio regionale.

Una legge che, secondo D’Alfonso, “è ispirata al principio di addizionalità e riconosce alla città la sua funzione di capoluogo di Regione che si sviluppa e si potenzia attraverso una serie di investimenti programmati. Ci sono le condizioni ideali progettuali, procedurali e amministrative – ha assicurato – si tratta di organizzare una concatenazione temporale di eventi, dei quali, il primo, sarà la definizione della legge regionale”.

Per D’Alfonso, “L’Aquila è un concentrato di bellezza sia per il suo ambiente che per la sua storia secolare e la concentrazione di vitalità culturale che viene fuori dal passato come una straordinaria tradizione che l’ha mantenuta in vita anche quando la città, subito dopo la grande tragedia del terremoto, non c’era più. Una comunità, quella aquilana – ha detto il governatore – che ha ritrovato la sua principale ragione di esistere grazie alla vitalità delle sue istituzioni culturali, all’impegno della sua classe dirigente e alla tenacia della sua popolazione; una realtà che costituisce un esempio per tutta la regione”.

Belle parole ma D’Alfonso ha rivolto all’Aquila anche spunti critici, in particolare sul tema delle denunce di scippi e del campanilismo: “Frenate i bollenti spiriti. Più laicità anche sui problemi”, la richiesta, accolta dal sindaco Cialente che contro il campanilismo ha cominciato una nuova battaglia.

Alla riunione erano presenti il vice presidente, Giovanni Lolli, gli assessori regionali Mario Mazzocca e Dino Pepe, i consiglieri Maurizio Di Nicola e Pierpaolo Pietrucci.

Tutti hanno ribadito a gran voce la necessità di riconoscere la funzione “regionale” della città capoluogo e l’urgenza di valorizzare le sue peculiari caratteristiche ambientali, storiche, turistiche che ne fanno una realtà fortemente legata alla storia, ma proiettata verso il futuro e l’innovazione.

“L’immensamente piccolo e l’immensamente grande, hanno qui trovato luoghi, spazi e intelligenze per essere studiati con risultati che sono riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale; il polo farmaceutico e delle telecomunicazioni realizza all’Aquila importantissimi progetti innovativi”, ha ricordato il governatore.

Tra le realizzazioni da mettere in campo, è stata richiesta dalla Giunta aquilana la corsia preferenziale per la pista ciclabile, la valorizzazione a fini turistici dell’asta fluviale dell’Aterno-Pescara, la velocizzazione dei collegamenti su ferro e su gomma verso Pescara e verso Roma.

In proposito, D’Alfonso ha annunciato che con Ferrovie dello Stato si sta raggiungendo un accordo per il completamento della linea ferroviaria verso l’Adriatico che, attraverso lo snodo di Pratola Peligna, dovrebbe ridurre di 25-30 minuti i tempi di percorrenza L’Aquila-con Pescara.

LA VICENDA PIAZZA DUOMO

Per rendere tangibile l’impegno della Regione Abruzzo a sostenere la rinascita del capoluogo, sarà realizzata un’opera pubblica nell’area che da sempre costituisce il cuore della vita sociale ed economica del capoluogo: la piazza del mercato.

D’Alfonso ha chiesto al primo cittadino di indicare una priorità attraverso una deliberazione comunale. Anche se il presidente non è nuovo a impegni di questo genere, come la promessa di ricostruire i borghi di Onna e San Gregorio con fondi regionali, che è andata completamente disattesa.

Su piazza Duomo D’Alfonso aveva già promesso una mano esattamente un anno fa, il 21 luglio 2014, piombando nel cuore del centro terremotato con l’archistar Massimiliano Fuksas.

Allo stesso modo, lo scorso gennaio, a margine di una conferenza stampa il presidente aveva preannunciato a questo giornale l’impiego di fondi per 10 milioni di euro in ogni capoluogo di provincia, con possibilità di opere pubbliche per L’Aquila, ma fin qui nulla si è tradotto in pratica. Ora sarà il Comune, su invito dello stesso D’Alfonso, a dovergli suggerire l’impegno giusto.