L’AQUILA – L’Aquila messa in ginocchio dal traffico. Non è una novità, ma il problema costante si ripropone e acutizza ogni volta che viene toccato un tassello anche minuscolo della viabilità cittadina.
Basta fare un giro in auto per avere un quadro abbastanza chiaro della problematica, annosa.
L’assenza di un centro storico vivo e pulsante, a distanza di quasi otto anni dal sisma del 6 aprile 2009, ha ormai canalizzato la circolazione in alcuni punti focali divenuti veri e propri nodi del traffico, creando una rete attorno al cuore della città la cui arteria principale risulta essere, in particolare, viale della Croce Rossa.
Il fulcro della questione può essere riassunto in una contrapposizione molto evidente: da una parte, l’inagibilità delle strade centrali devia la circolazione verso direzioni alternative, dall’altra proprio la zona immediatamente adiacente al centro della città è sede di numerose attività che hanno provato a scommettere sulla rinascita, come uffici e negozi.
In particolare viale della Croce Rossa, lungo la quale, fin dai primi mesi dopo il terremoto, si sono riattivati molti locali, bar, ristoranti; viale Duca degli Abruzzi, in cui è situata la sede del dipartimento di Scienze umane dell’Università; via Strinella, in cui sorgono varie attività commerciali; e ancora via Colle Sapone, sede di numerosi istituti scolastici e altre ancora.
L’inaccessibilità di altre strade ha spostato in viale della Croce Rossa il flusso delle auto, che confluisce, poi, alla “colonna vertebrale” del traffico aquilano che percorre la statale 17, viale Corrado IV e infine via Vicentini.
Sono queste le principali strade che ogni giorno realizzano questo scenario, quelle in cui scorre un doppio flusso continuo: da una parte il traffico diretto verso il centro, dall’altra quello rivolto al secondo principale polo di attrazione cittadino, l’area commerciale in cui sorgono l’Aquilone e il Globo Center.
Se da una parte il centro mostra un lento e graduale processo di recupero della sua più autentica funzione sociale e commerciale, è pur vero infatti che la zona commerciale dell’Aquilone lo ha fin da subito sostituito imponendosi come alternativo punto di riferimento sociale oltre che come spazio commerciale.
La colonna portante del traffico cittadino è scandita inoltre da una serie di rotatorie che segnano i punti nevralgici della viabilità aquilana; in particolare la rotonda dell’Aquilone, le due rotonde di viale Corrado IV e la rotonda della Questura,posta all’incrocio tra viale della Croce Rossa, viale Gran Sasso d’Italia, via Strinella e viale De Gasperi.
Questa scia stradale continua esclude via XX settembre nonostante quest’ultima rappresenti il principale canale di collegamento con un’altra grande parte del centro storico.
Via XX settembre garantisce, però, una minima diluizione del traffico che, seppure in maniera moderata, si riversa spesso in quella direzione.
Un ultimo dato degno di nota riguarda il fatto che per consentire la ricostruzione del centro storico è spesso inevitabile dichiarare periodicamente la chiusura di alcune strade o di interi quartieri.
Un esempio lampante può essere quello di via Roma, compresa nella cosiddetta zona rossa della città e per questo dichiarata impraticabile; la chiusura di questa strada indirizza verso l’unica rotta alternativa, il viale della Croce Rossa, il traffico diretto verso il centro storico e in particolare nella zona della Fontana Luminosa e del Forte Spagnolo.





