L’AQUILA – L’insinuazione del dubbio, quando la gelosia porta alla follia, i pettegolezzi nell’era digitale, la diversità come terreno fertile per la maldicenza, l’evoluzione delle dicerie dalla parola all’orecchio, fino all’era del web e dei social.

Sono queste le chiavi di lettura scelte dallo studioso e appassionato di cinema Gabriele Lucci, già direttore dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, che ha curato le tre giornate su cinema e maldicenza nell’ambito del Festival organizzato dalle congreghe aquilane che il 21 gennaio festeggiano la peculiare tradizione cittadina.

“Si tratta di tre appuntamenti uniti tra loro per il tema trattato, ma diversificati in modo tale da restare autonomi l’uno con l’altro – spiega Lucci ad AbruzzoWeb – Ho interpretato la maldicenza secondo una mia versione personale, mettendone in evidenza solo alcuni tratti, considerando che i confini dei sentimenti, che animano questo pianeta del pettegolezzo, non sono mai ben definiti si affastellano l’uno sull’altro e che i fattori in gioco sono molteplici”.

Gli incontri si terranno presso l’auditorium dell’Associazione costruttori (Ance) provinciale dell’Aquila, tutti alle 17, nei giorni 10, 11 e 12 gennaio.

“Nel primo appuntamento ho voluto privilegiare il rapporto con la letteratura, nella seconda giornata, invece, ho voluto porre l’accento sul comportamento delle persone che, di volta in volta, contrassegna il rapporto con la maldicenza e per l’occasione ho invitato due psichiatri aquilani per parlarne in modo approfondito – precisa il curatore – mentre il terzo e ultimo incontro sarà incentrato sull’aspetto storico e sociale”.

STORIE DI MALDICENZA TRA REALTÀ E FINZIONE CINEMATOGRAFICA

Si partirà domani, mercoledì 10, con la proiezione di Quelle due di William Wyler, un film del 1961, al quale seguirà una conversazione con l’esperta in letteratura e docente dell’Università del capoluogo abruzzese, Liliana Biondi.

“Il tema della giornata sarà ‘storie di maldicenza tra realtà e finzione cinematografica’, sviscerato attraverso un dialogo con l’esperta letteraria Biondi – ha aggiunto Lucci – in cui si parlerà di cinema e dell’ambiguità del nostro essere”.

Per approfondire il tema della maldicenza e delle conseguenze della distorsione della realtà sulla società, il 10 gennaio verranno proposte anche altre sequenze di film, tra queste: Il ladro, 1956, diretto da Alfred Hitchcock, Eva contro Eva, 1950, per la regia di Joseph Mankiewicz, con Bette Davis ed Anne Baxter e Mr. Klein, 1976, diretto da Joseph Losey, su sceneggiatura di Franco Solinas.

“La maldicenza è un sentimento che non dà certezza e per questo mi sono posto in una zona franca nella scelta del titolo del primo incontro, perché i cosiddetti rumors, ‘si dice che’, ‘ho sentito che’, sono contrassegnati da un oblio a metà strada tra ciò che è realtà e ciò che può essere finzione”, prosegue il curatore della rassegna.

QUELLE DECLINAZIONI PERICOLOSE DEL SENTIMENTO

Giovedì 11 gennaio, invece, al centro della discussione ci sarà il tema delle declinazioni pericolose del sentimento: dall’invidia alla gelosia, tutti i comportamenti reali e gli esempi nel cinema e quando queste emozioni portano alla follia.

“Per l’occasione interverranno due psichiatri dell’Aquila, Massimo Casacchia e Valter Marola – illustra ancora Lucci – che converseranno con il pubblico, ponendo l’accento sul sentimento della frustrazione nell’era digitale, dopo la proiezione di The social network di David Fincher, un film del 2010 che consiglio a tutti di non perdere”.

“Internet può essere davvero molto pericoloso, non è più come la parola detta all’orecchio di un’amica come succedeva in passato – fa notare – In quel caso il pettegolezzo aveva un raggio di diffusione certamente minore rispetto alla potenzialità del web e di tutti i social network”.

Anche nella seconda giornata verranno proposte delle sequenze di altre pellicole: Amadeus, 1984, diretto da Milos Forman, tratto dall’omonima opera teatrale di Peter Shaffer, che verte sulla rivalità tra i compositori Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Salieri e Femmina folle, 1945, diretto da John Stahl, con Gene Tierney nella parte di una donna possessiva e mentalmente disturbata.

L’OMBRA DEL DUBBIO

L’insinuazione del dubbio, il sospetto e l’incertezza dei fatti saranno invece gli argomenti centrali della terza giornata. “Il 12 gennaio verrà proiettato Il dubbio, un film del 2008, scritto e diretto da John Patrick Shanley – continua Lucci – Si discuterà, insieme allo storico Umberto Dante, di quella zona di esitazione che si insinua nelle persone, chi è vittima di maldicenza è come se su di sé avesse sempre l’ombra dell’incertezza e cercheremo di ripercorrere la storia dell’evoluzione di questo pianeta tanto affascinante quanto pericoloso”.

Si parlerà anche di condanna sociale, partendo dalle sequenze di altri film, come L’ombra del dubbio, 1943, diretto da Alfred Hitchcock e Il corvo, 1943, con la regia di Henri-Georges Clouzot.

“Si tratta di una rassegna cinematografica che rappresenta una novità all’interno del Festival della maldicenza aquilano e che, proprio per questo, può funzionare – ha concluso il curatore della manifestazione – l’una tantum piace perché rappresenta una cosa diversa rispetto al solito, farlo diventare un appuntamento annuale potrebbe far perdere l’interesse della cittadinanza. Per l’anno prossimo si potrebbe pensare a una rassegna letteraria, teatrale, musicale o d’arte”.