L’AQUILA – L’annuncio del segretario del Pdl, Angelino Alfano, del sostegno al professor Pierluigi Properzi, candidato sindaco della lista civica “Domani L’Aquila”, non ha sbloccato la pericolosa impasse nel Pdl e nel centrodestra ufficiale.
A meno di cinque giorni dalla presentazione delle liste la situazione non è chiara e non ci sono segni di operatività concreta e di strategia.
Questo stato di cose mette a rischio l’intesa con Properzi, ma dopo tanti giorni di attesa e di anticamera da parte del docente universitario, ora è lui stesso a mettere in forse l’alleanza.
Quindi in un Pdl già dilaniato dalle divisioni interne e da defezioni che hanno fortemente ridotto il potenziale elettorale, ora i dirigenti si trovano a dover rincorrere il docente universitario.
Che potrebbe andare da solo con il suo seguito civico e lasciare il partito di Silvio Berlusconi in grandissima difficoltà, a partire dalla formazione di una lista degna di nota con una debacle sicura.
In serata, dopo aver atteso invano buone nuove da Roma e dai vertici regionali, Properzi ha preso carta e penna e ha inviato una nota che sicuramente preoccuperà i vertici del Popolo della libertà.
“Credevo – ha scritto – che al comunicato stampa del segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano, seguissero azioni conseguenti di ordine politico e organizzativo. Né le une né le altre si sono verificate, questo determina una situazione di incertezza che mi porta a maturare una necessaria riflessione”.
“La formazione e la condivisione delle liste, il necessario rapporto diretto con il segretario Alfano e un impegno organizzativo reale per una campagna elettorale che si annuncia particolarmente accesa – ha concluso il docente dell’Università dell’Aquila – sembrano le principali questioni da affrontare”.
Come dire, la campagna elettorale, oltretutto dopo aver perso molto tempo, non si fa con i proclami.
Oggi, il capogruppo alla Camera dei deputati, Fabrizio Cicchitto, quello al Senato, Maurizio Gasparri, e il vice capogruppo dei senatori, Gaetano Quagliariello, all’Aquila per un evento legato alla fondazione Magna Carta , tenteranno di rassicurare Properzi.
Un compito non facile visto che il professore sta per finire la pazienza e vuole atti concreti.
I malpancisti del Pdl che hanno aderito ad altre liste in appoggio a candidati sindaco diversi da Pierluigi Properzi, per il quale è arrivato anche il via libera dal segretario nazionale, Angelino Alfano, sono fuori del partito “per loro scelta, non perché siano stati espulsi”.
È l’opinione dell’ex coordinatore e assessore provinciale del Popolo delle libertà e assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, che in un’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb si scaglia contro la componente appartenente agli ex Forza Italia per il caos che ha caratterizzato le ultime settimane, incendiate dalla vicenda delle primarie annunciate e poi annullate e clamorose fughe dal partito di Berlusconi.
Sull’appoggio a Properzi, secondo Giuliante, c’è stato un can-can per nulla: “C’è stato un documento dell’esecutivo provinciale e poi la ratifica del coordinamento regionale. Normalmente questo è sufficiente anche perché il coordinatore regionale prima di dare il via libera si sente con la segreteria nazionale”.
La vicenda delle primarie saltate nel giro di tre giorni dall’annuncio fatto nel congresso provinciale ha un responsabile, stando alle parole di Giuliante: gli ex Forza Italia ed Enzo Lombardi, con l’ex senatore che si è recentemente ritirato anche dalla corsa per la fascia tricolore.
“Senza voler fare polemiche la responsabilità per la vicenda delle primarie è attribuibile ai componenti dell’ex Forza Italia. Per due mesi e mezzo Lomabardi ha dichiarato di voler essere candidato: è venuto al congresso sottolinenando la sua volontà. Conosceva le alternative sul campo, cioè Luigi D’Eramo e Properzi. Dopodiché a 15 ore dalla scadenza si è defilato, creando una condizione di oggettiva difficoltà”.
Infine sui cosiddetti fuorisciti del Pdl, molti dei quali sono in corsa in altre liste in appoggio a candidati diversi da Properzi.
“Anche in altre città, come a Verona e Lecco, si stanno verificando delle situazioni simili. È una fase un po’ convulsa, ma coloro che hanno aderito ad altri partiti è evidente che sono fuori senza possibilità di rientro, per loro scelta”.





