L’AQUILA – “La morte di Valentino, che era tanto buono e sfortunato, mi ha messo tanta tristezza. Spero che in Paradiso abbia finalmente trovato la tranquillità che meritava”.
Con queste parole Roberto Tinari, avvocato e politico aquilano di lungo corso, assessore comunale alla Ricostruzione privata, esponente Udc e già presidente del Consiglio comunale in quota a Forza Italia, omaggia il suo “vecchio amico” Valentino Di Gaetano, sessantenne originario di Avezzano (L’Aquila), ma da sempre residente all’Aquila, trovato senza vita nella sua abitazione lo scorso 10 gennaio. La prematura scomparsa di Di Gaetano, persona conosciuta in città e anche nella sua Avezzano, è avvenuta per cause naturali.
“Quella del povero Valentino – le parole di Tinari ad AbruzzoWeb.it – è stata una vita difficile. Posso dire che l’ho conosciuto all’inizio della mia carriera da avvocato e tutte le volte che ha avuto bisogno del mio aiuto, gliel’ho fornito. Era una persona che, come purtroppo tante altre persone al mondo, si è trovata ad affrontare più di qualche guaio nel corso del suo ‘viaggio’ sulla Terra. Ma il male vero, Valentino non l’ha mai fatto a nessuno. Lo ha fatto, invece, soltanto a se stesso”.
“Sono tanti i ricordi che mi legano a lui e per fortuna ce ne sono diversi che mi fanno ancora sorridere – continua Tinari -. Una volta gli regalai, su sua richiesta, una vecchia Fiat 500 che tenevo parcheggiata fuori casa. Non finiva mai di ringraziarmi. Mi portò una bottiglia di genziana per sdebitarsi. ‘Fattela basta’’’. Ogni volta che mi vedeva, mi ringraziava”.
“Un’altra volta – racconta ancora – si presentò in Tribunale con un enorme pacco di banconote da mille lire. Dopo diversi tentativi da parte mia e di altri presenti di fargli dire dove le avesse prese, la verità saltò fuori: le aveva tirate fuori dalla cassaforte del supermercato, che era rimasta sbadatamente aperta, ignorando, però, tutte le banconote di grosso taglio”.
“Ecco, in questo episodio c’è un po’ tutto il personaggio di Valentino. Avrebbe potuto portare via una barca di soldi, invece si accontentò di un pacco composto da banconote da mille lire, peraltro cercando di cambiarle proprio in Tribunale. Alla domanda ‘Ma perché hai preso le mille lire, anziché le centomila?’, si mise a ridere ed alzò le spalle. Mi chiedo ancora, a distanza di tanti anni, perché venne a cambiarle proprio in Tribunale e cosa volesse intendere con quell’alzata di spalle”.
“Persone come Valentino vanno capite comprese ed aiutate sempre. Le persone cattive sono altre. Perché, in fondo, quello che chiedeva Valentino era solo aiuto, fosse anche solo quella pacca sulla spalla che da parte mia e degli altri suoi veri amici non è mai mancata”, conclude Tinari. Roberto Santilli






