L’AQUILA – Piazza Chiarino, uno dei luoghi più coloriti e attivi del centro storico del capoluogo.
Una zona che nonostante le ferite lasciate dal terremoto dell’Aquila del 2009, è oggi ricca di locali e di altre diverse attività e dove, a dispetto della presenza delle impalcature e di alcuni cantieri aperti, ancora si respira l’aquilanità più autentica, tanto da riuscire scorgere, a tratti, quegli scorci prima del sisma che si aprivano inaspettati tra una via di sanpietrini e l’altra.
E tutto grazie a quegli imprenditori aquilani che si sono voluti mettere in gioco e, dopo essersi rimboccati le maniche, si sono adoperati per restituire vita alla piazza.
Una vera e propria rinascita, quella attuata attraverso l’apertura delle nuove attività, una rinascita a cui l’avvocato aquilano e titolare insieme al fratello dell’enoteca e panineria Garibaldi, Davide Stratta, preferisce però riferirsi con il termine di “rinvitalizzazione”.
“Tutti parlano di movida – dice ad AbruzzoWeb – ma piazza Chiarino non è solo quello”.
A sei anni dal sisma, infatti, la piazzetta situata su via Garibaldi è oggi costellata da diverse attività commerciali e, se di giorno brulica di operai al lavoro nei cantieri, a partire dall’ora dell’aperitivo, accende le sue luci per il popolo della notte e si trasforma in uno dei luoghi maggiormente quotati in città in tema di divertimento e di intrattenimento serale.
“Un intrattenimento – precisa Stratta in tal senso – su cui abbiamo voluto lavorare di concerto con i gestori degli altri locali presenti nella zona”.
Se infatti nel corso delle serate estive appena passate piazza Chiarino ha pullulato di numerosi avventori di tutti i generi e di tutte le età, è stato anche grazie ai titolari dell’Anbra Anonima Brasseria Aquilana, dell’osteria Pantasima e del Bruno’s che, insieme ai fratelli Stratta, hanno voluto mettere a disposizione della città tutta la loro professionalità, con l’intento di rendere la zona un luogo vivo e attivo.
Un vero e proprio lavoro orientato al co-marketing che, come lo stesso Davide Stratta tiene a precisare, “è stato estremamente innovativo per l’Aquila”.
“Due i driver che abbiamo buttato giù nel corso della nostra ricerca – spiega infatti – uno orientato al prodotto, l’altro al cliente. In pratica ci occupiamo del ramo hospitality in modo nuovo e molto equilibrato, in quanto da un lato fa riferimento alla qualità, dall’altro si rivolge a un pubblico molto vasto ed eterogeneo”.
Tanti in tal senso gli eventi che hanno animato piazza Chiarino nei mesi scorsi, tutti molto diversi tra loro ma che hanno ripetutamente attirato l’interesse degli aquilani e di molti turisti arrivati in città per la Perdonanza, facendo in qualche modo da preludio a “Il Jazz italiano per L’Aquila”, l’iportante manifestazione andata in scena per le vie dal capoluogo a fine agosto.
“Grazie anche alla collaborazione con l’associazione ‘World Wide Pleasure Tasting’ di cui sono il presidente – spiega – siamo riusciti, con il massimo del risparmio, a realizzare serate di intrattenimento musicale trasversale per varie tipologie di cliente e a organizzare concerti diversi tra loro, che spaziassero dal jazz, al blues, fino anche ad arrivare al funky”.
Una rinvitalizzazione quindi, poliedrica e tendenzialmente orientata all’inclusività, che tiene conto della qualità del prodotto, diverso di locale in locale, del servizio offerto e, al contempo, dell’intrattenimento inteso nella sua accezione più variegata.
Certo, in questi casi molto fa anche l’esperienza, cosa che di certo non manca al titolare dell’enoteca e paninoteca Garibaldi che in piazza Chiarino ha cominciato a lavorarci ben prima del terremoto del 2009.
“Prima di intreprendere questo nuovo percorso – racconta – io e mio fratello già conoscevamo bene tutta la compagine sociale e commerciale tipica del centro storico aquilano, perchè in quella zona già ci avevamo lavorato per anni”.
La nascita dell’enoteca, ora anche paninoteca, Garibaldi risale infatti al 1999 e se non fosse stato per il sisma, il 9 aprile del 2009 avrebbe compiuto 10 anni. Senza contare che, proprio nella stessa zona, i due avevano da poco aperto anche la braceria Punto G che, da lì a qualche giorno, avrebbe spento la sua prima candelina, ma che dopo il terremoto i fratelli Stratta sono stati costretti a delocalizzare in zona Coppito, dove si trova ancora oggi.
“Considerando la presenza dei cantieri – conclude Stratta – parliamo comunque di una rivitalizzazione ancora limitata. Anzi, in tal senso, ci piacerebbe sapere il destino del cantiere dei sottoservizi, in modo tale da regolare il nostro lavoro di attività commerciali in base alle tempistiche”.



