L’AQUILA – “Siamo tornati in piazza Duomo nel bel mezzo dell’estate del 2016, quasi di colpo. E i risultati, nonostante un inverno abbastanza duro, ci hanno dato ragione. Ora speriamo di veder tornare altri locali, uffici, negozi ed eventi. Solo così il centro storico che ha come ‘cuore’ la piazza centrale potrà riprendersi del tutto, in attesa della ricostruzione completa dell’Aquila”.
Il 26 luglio di un anno fa tornava nei locali di sempre, ma rimessi a nuovo dopo il terremoto del 6 aprile 2009, il bar-gelateria Duomo, nel palazzo accanto alla cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio.
Una riapertura che per la famiglia Dioletta, con a capo il maestro gelatiere Francesco, e per le migliaia di aquilani e non che hanno ‘soffocato’ d’affetto una piazza ancora parecchio incerottata e con una manciata tra attività commerciali e studi professionali, ha sancito il ritorno di un punto fermo dell’Aquila pre-sisma.
“Riaprire a fine luglio poteva sembrare un azzardo – dice Dioletta ad AbruzzoWeb.it – ma le cose stavano andando benissimo. Poi, purtroppo, è arrivato il drammatico terremoto di Amatrice a fine agosto che ha di fatto paralizzato anche L’Aquila. Senza la Perdonanza Celestiniana e senza il festival del jazz, siamo stati costretti ad affrontare con più difficoltà l’invernata, ma alla fine, grazie anche alla presenza degli operai e di un call center vicino, abbiamo tenuto botta.
E grazie a una primavera e a un’estate davvero belle dal punto di vista climatico e quindi pure di presenze, guardiamo con fiducia al prossimo inverno. Con la speranza di riuscire a installare una struttura per far stare la clientela al caldo”.
“Però non si può pensare di fare da soli – ammette – e allora, ecco che il ritorno alla normalità almeno sull’asse centrale, una normalità non a macchia di leopardo, è fondamentale per il centro storico. I vicoletti, le vie e le piazze più strette, hanno bisogno di molto tempo per essere rimesse a posto, quindi sull’asse centrale serve un mix di componenti, tra servizi, abitazioni e negozi. Non possiamo andare avanti con bar, pizzerie e birrerie”.
Dioletta inoltre spera che d’ora in poi “almeno gli eventi siano distribuiti in modo più omogeneo. Di fatto, piazza Duomo viene spesso evitata e non è giusto. Sì, è ancora piena di bende e cerotti, ma è pur sempre la piazza centrale. Siamo in pochi da queste parti, vorremmo avere solo un po’ più di considerazione, restare il meno isolati possibile in certe occasioni”.
Ma se Francesco Dioletta non fosse stato aquilano e se non avesse avuto alle spalle una grande storia nel commercio del capoluogo d’Abruzzo, avrebbe investito in quel locale?
“Probabilmente, ci avrei pensato due volte, ma a me e alla mia famiglia mancava troppo piazza Duomo. L’inagurazione di un anno fa è stata incredibile, una dimostrazione di affetto vero, sincero, da parte di una marea di persone che ci ha dato la forza per resistere in quelle sere di vuoto assoluto e gioire per essere tornati un punto di riferimento cittadino”.
“Io che ho una delle mie attività in un centro commerciale – conclude Dioletta – mi rendo conto della comodità che ha rispetto a un centro storico, ma so bene che alla fine a noi aquilani il centro storico manca da morire, perché era lì che si andava per vivere la vera L’Aquila ed è lì che in moltissimi tornano anche solo per una serata ‘vecchio stile’. Il centro commerciale ha il suo perché ed è giusto che sia così, eppure sono sicuro che tantissima gente non vede l’ora di ricominciare a faticare per trovare un posto libero, purché sia qui, in pieno centro. Che, non scordiamolo, una volta ricostruito, sarà addirittura più bello di prima”.



