L’AQUILA – Dieci anni di attività. Dieci anni, ossia dal 2009, anno del terribile sisma dell’Aquila, per tenere botta, da aquilani, nell’estrema periferia della città, quella dei centri commerciali.

Era il 16 settembre 2009 quando il bar-gelateria Duomo, marchio ormai leggendario del capoluogo d’Abruzzo capace di varcare i confini locali, gestito da Lucio Carissimi apriva i battenti all’interno del centro commerciale Globo, in via Saragat.

Un periodo, quello dell’apertura, a dir poco drammatico per una città distrutta e che cercava disperatamente di non veder annientato il proprio futuro.

Dopo dieci anni, però, il bar Duomo, uno dei bar Duomo cittadini, è ancora lì. 

E tiene vivo ciò che resta della “famiglia aquilana” in una zona lontana dal centro storico (dove il bar Duomo di Francesco Dioletta, zio di Carissimi, ha riaperto i battenti nell’estate del 2016 nei locali di sempre, quelli di piazza Duomo, però senza le ferite del sisma), che ha fatto e per molti aspetti continua ad essere una “casa” per chi dalla città non è fuggito.

Nei giorni scorsi, Carissimi ha inaugurato il nuovo playground per bambini di fronte al bar, le ormai celebri “palline del Globo”.

Ed ha spiegato, in quella occasione, cosa significa essere commerciati aquilani in periferia.

“Questo playground è ormai una specie di ‘famiglia’ – ha detto Carissimi ad AbruzzoWeb – A distanza di due anni dal montaggio del primo playground oggi sostituito da una struttura più carina, più simpatica, e dopo circa due mesi di ‘astinenza’ dal gioco, i bambini sono tornati a giocare, si sono divertiti, i genitori e gli altri parenti anche. Siamo tutti contenti, possiamo dirlo”.

“Qui siamo tutti amici, siamo noi aquilani, siamo noi dell’Aquila – ha detto ancora l’imprenditore aquilano – possiamo dire che siamo riusciti a tenere in piedi, nel nostro piccolo, la socialità aquilana”.

Lo staff del bar Duomo del centro commerciale Globo è composto da Manuel, Antonella, Elena, Paola, Tatiana, Giuseppe e Angelo. Roberto Santilli