L’AQUILA – La politica aquilana (e non solo) scalpita per l’atteso matrimonio dell’assessore provinciale Guido Liris.
Dopo un lunghissimo fidanzamento, infatti, convola alle famigerate “giuste nozze” con la bella e caparbia Marianna Fanale.
La coppia è di quelle che si definiscono “storiche” e ha allietato tantissime serate agli amici di una vita.
A Guido si riconoscono le doti classiche del politico di razza: il fiuto, l’abilità, la vicinanza alla gente, in particolare quella della sua amata Pianola, dove ha calcato per anni il campo di calcio e dove si è fatto la fama di giocatore dal piede approssimativo ma dalla grinta di un mastino.
Non solo, nella frazione del capoluogo si è fatto apprezzare come medico della tendopoli all’indomani del terremoto e come responsabile sanitario del Centro operativo misto numero 4.
L’esatto contrario Marianna, stimato e preparato ingegnere: discreta, dolce (ma non meno determinata), composta, precisa. Mai una parola fuori posto, mai un gesto esagerato, mai un impegno preso e non rispettato.
I classici due poli opposti che si attraggono, dunque.
L’appuntamento per familiari e invitati è per domani mattina a mezzogiorno nella Basilica di Collemaggio.
Durante il pranzo, ne siamo certi, visto che avrà anche la caratteristica della rimpatriata, non mancherà la classica aneddotica sulla coppia.
Dai tempi delle fughe in Marbella per i vicoli di Castelnuovo di San Pio delle Camere (L’Aquila), dove Guido andava a cogliere il frutto del suo amore semi-clandestino all’epopea della militanza politica giovanile fatta di sogni e di cameratismo, fino a ripercorrere tutte le tappe di avvicinamento allo straordinario traguardo che stanno per tagliare.
Chi scrive, che li ha seguiti quasi passo passo negli ultimi tre lustri (come passa il tempo…), può dire che si meritano tutta la gioia di questo mondo.
Allo stesso modo, conoscendo l’ambiente, è facile prevedere il modo in cui i sodali più stretti dei due concluderanno la serata, tardissimo e non del tutto sobri, con i novelli sposi: con la consueta frase di saluto, ripetuta mille volte.
“Oh! Non avremo fatto la rivoluzione come dicevamo da giovani, ma quanto ci siamo divertiti!” (pi.bi.)






