L’AQUILA – “Esprimiamo ferma disapprovazione rispetto al comportamento dei partiti di maggioranza all’interno del Consiglio provinciale dell’Aquila, consesso che, evidentemente, hanno scambiato per un agone politico all’interno del quale combattere non tanto le battaglie per il territorio, quanto quelle interne alle componenti del centrodestra”.
Entra a gamba tesa, all’interno dei subbugli nella maggioranza dell’ente, Fratelli d’Italia, per bocca del portavoce della costituente della provincia dell’Aquila, Mauro Tirabassi.
“Il teatrino che in questi giorni Forza Italia e Nuovo centrodestra hanno messo in piedi, non fa altro che alimentare ancor di più un senso di disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. Tutti impegnati a riposizionarsi in vista delle imminenti elezioni regionali, gli esponenti del partito di Silvio Berlusconi e di quello di Angelino Alfano, hanno perso di vista la propria missione amministrativa per cui sono stati votati”, dice ancora Tirabassi.
“Forza Italia in particolare – va giù duro – ha scambiato i luoghi istituzionali in vere e proprie sedi congressuali all’interno delle quali regolare i conti interni, probabilmente perché dentro il partito di Berlusconi, tutto ciò non gli è concesso. Non è da meno il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, il quale, pur di trovare una giustificazione per le sue imminenti dimissioni natalizie fini alla candidatura per un seggio in Regione, si rende arbitro stufo e complice di tale indecoroso spettacolo”.
“Meglio avrebbero fatto – sostiene l’esponente di Fratelli d’Italia – i rappresentanti tutti della maggioranza, a rassegnare in tronco le proprie dimissioni al fine di evitare il prolungamento per altri venti giorni di questa situazione, e non gravare ulteriormente su un bilancio che per loro ammissione è a rischio di dissesto”.
“Fratelli d’Italia, nell’invitare a un maggior senso di responsabilità i rappresentanti del centrodestra, ribadisce la necessità di una rigenerazione della classe dirigente, al fine di poter avere interlocutori diversi da chi si rende protagonista di tali azioni”, conclude Tirabassi.






