L’AQUILA – Dopo 75 anni si sfalda a suon di veleni la storica famiglia Taffo, originaria di Poggio Picenze (L’Aquila), vera e propria dinastia aquilana delle pompe funebri che ha esteso i suoi interessi anche a Roma.

I quattro figli, che a lungo hanno portato avanti insieme l’attività, avviata nel 1940 dal padre Gaetano, si sono divisi in maniera molto ‘rumorosa’: in tre, Piero, Giuseppe e Luciano, continuano la storica azienda. Il terzo, Angelo, il più conosciuto anche per gli incarichi nella Confartigianato aquilana e regionale, si è staccato.

E da qualche mese le agenzie all’Aquila sono diventate due, da quando Giulia e Giacomo, figli di Angelo Taffo, hanno fondato una nuova impresa, la Taffo G., con sede in via Strinella.

All’altro capo della città, invece, nella zona di Pettino, sulla strada statale 80, resta l’agenzia storica Taffo Gaestano Snc, retta dagli altri fratelli Piero, Giuseppe e Luciano.

La scissione ha causato una lite che, nel capoluogo, ha fatto parlare molto, essendo la famiglia Taffo molto conosciuta.

A sancire la divisione, la costituzione della nuova ditta di Giacomo Taffo, uscita allo scoperto dopo una campagna di comunicazione di cartelloni 6×3, sparsi in città con il solo logo dell’agenzia e il numero di telefono 0862/313131.

Si può affermare che l’addio di Angelo Taffo all’attività di famiglia è stato molto burrascoso perché ha coinvolto pezzi di opinione pubblica: da quanto si apprende, ha provocato molte frizioni e ha visto i tre fratelli della Gaetano e figli intervenire sulla pagina di Facebook dell’azienda con un post molto duro, subito dopo l’uscita dei cartelloni pubblicitari.

“Le precisazioni sono doverose, non vi diciamo di diffidare dalle imitazioni, ma da chi ha deciso di infangare un marchio storico e soprattutto una famiglia”, hanno scritto.

Sullo sfondo della vicenda, con ripercussioni molto pesanti nei nuovi rapporti, anche l’inchiesta giudiziaria che vede i Taffo sotto processo per una presunta truffa sui servizi fatturati nell’ambito dei funerali di Stato delle vittime del sisma del 6 aprile 2009 e, più di recente, quella della procura della Repubblica di Roma che ha portato ai domiciliari di Luciano Taffo e suo figlio Daniele con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito di un appalto per la gestione della camera mortuaria dell’ospedale Sant’Andrea.

Un’inchiesta, quest’ultima da cui la nuova compagine di Giacomo Taffo ha preso le distanze.

Di recente, anche Angelo Taffo è stato indagato, in qualità di ex presidente di Confartigianato, in un’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo che vede coinvolta anche sua moglie, Paola Figurelli.

I due sono indagati con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello stato per presunti viaggi in Marocco che sarebbero stati pagati con i soldi dell’associazione. (m.gal)