L’AQUILA – “Desidererei far pubblicare una mia nota di ringraziamento alla Buona sanità, dedicata a chi ha restituito vita e dignità a mio padre colpito da una seria malattia”.
Inizia così la commossa lettera di ringraziamento al personale medico dell’ospedale dell’Aquila e di Villa Dorotea di Scoppito della giornalista Selene Pascasi, firma del Sole 24 Ore.
“Accade che la malattia di un padre ti stravolga la vita. E resti appeso sul ciglio della tua esistenza, incredulo su ciò che gli sta accadendo. Un malore. Emorragia cerebrale. Ambulanza. Intervento d’urgenza. Accade. Ma accade anche di trovarti immerso in un mondo nuovo. Volti, abbracci, parole e fatti che rendono tutto più sopportabile. Allora è doveroso, e sentito, inchinarsi all’esercito di persone che ti ha accompagnato lungo un percorso che sarà ancora lungo e faticoso ma che, grazie al cielo, non si è interrotto”.
“Ringrazio, intanto, il mio medico di famiglia, il dottor Vito Albano che, precipitandosi a casa in attesa del 118, con il suo sostegno ha supportato me e mia madre in un momento delicatissimo. Ringrazio il dottor Francesco Abbate che,al pronto soccorso, ha avuto il coraggio di guardarmi negli occhi e dirmi la verità sulle gravissime condizioni di papà. Ringrazio – e lo farò per sempre – il professor Alessandro Ricci che lo ha strappato alla morte eseguendo una lunga e complessa operazione e che, nei giorni seguenti, con i suoi sorrisi e la sua ironia, è stato un àncora preziosa”.
“Infine, ma non per importanza, ringrazio chi, a Villa Dorotea, ha curato la riabilitazione di mio padre con una dedizione ed un affetto incredibili: il dottor Agostino Cialfi (nella foto), neurologo preparatissimo e dotato di quell’umanità che è parte integrante di una terapia vincente; gli altri medici della struttura, Dimitrios Alexandris, Luca Totani e Annalisa Iagnemma; il fisioterapista Dario Ennio Visconti che con le sue manipolazioni e la sua empatia ha tanto aiutato mio padre; gli infermieri Valeria Palumbo, Alessandra Guglielmi, Monica Panella e Luca Mastropierro e il personale Oss”.
“Chiudo questa nota con un pensiero speciale ai miei zii Uberta Sordini e Paolo Pomero per il costante pensiero, con un abbraccio a mia mamma per non aver mai mollato la presa affrontando immani sacrifici e con un grazie a mio padre Silvio per aver lottato con tutte le sue forze. Perché sì, lui non voleva lasciarci e ci è riuscito”.



