L’AQUILA – “Siamo pronti ad affrontare questa sfida elettorale. Abbiamo grandi idee e progetti in mente per riportare una vera normalità all’Aquila e al territorio, cancellando, al tempo stesso, ogni traccia di chiusura mentale e culturale ed aprendoci sempre di più al mondo e al futuro”.
Le elezioni amministrative dell’Aquila sono ormai alle porte. E il candidato consigliere comunale Paolo Gliubich, 57enne assicuratore aquilano, ex tennista, che ha scelto di ‘correre’ nel partito Azione a sostegno del candidato sindaco Americo Di Benedetto, non smette di “immaginare ciò che di concreto possiamo fare con la nostra coalizione per L’Aquila e per le frazioni”.
“Serve un altro passo, come del resto recita il nostro slogan – spiega Gliubich –. E noi sappiamo di poterlo garantire. La campagna elettorale, lo possiamo affermare con orgoglio, è stata produttiva, ci ha portati ad un confronto continuo, sincero e proficuo con la cittadinanza, che chiede a gran voce una gestione amministrativa diversa da quella degli ultimi anni, cioè chiede ciò che chiediamo anche noi. La città non può continuare a ragionare da sola, senza, ad esempio, connettersi con le frazioni e con il resto del territorio, ma questo si può fare soltanto attraverso la bravura e la preparazione di chi negli uffici ha il compito di tradurre in atti certi obiettivi”.
“Servono, insomma, persone competenti e capaci – continua – che abbiano a cuore il destino dell’Aquila, che ha bisogno di ripopolare il centro storico, ridare dignità alle periferie e riportare la vita nelle frazioni. Un destino che può essere bellissimo, se si lavora a testa bassa per riannodare definitivamente quei fili ‘smarriti’ dopo il terremoto del 2009. La ricostruzione, in questo scenario, ha dunque bisogno di una accelerazione definitiva, in modo da poter mettere in pratica qualcosa di ampio respiro per restituire ad un luogo che ha molto sofferto negli ultimi anni una vera normalità. Che non può essere raggiunta se la città, cioè il capoluogo di regione, continua ad essere in qualche modo ‘spezzata’ e ricostruita pezzo dopo pezzo per ritrovarsi, alla fine, una scatola vuota in cui ogni tanto si festeggia qualcosa”.
“E allora, eccoci qui – conclude Gliubich –. Con la convinzione e con l’umiltà di chi vuole solo ed esclusivamente il bene dell’Aquila e del suo territorio”. (red.)





