L’AQUILA – “Il rinvio della scadenza per la presentazione delle candidature alle primarie alle 17 è stato deciso perché ieri sono successe due cose fondamentali: la prima, Enzo Lombardi, che era candidato del Pdl, è uscito di scena, anche se sapeva da tempo che io preferisco un tecnico o un giovane. La seconda, Fli ha aperto sul candidato civico Pierluigi Properzi“.
Lo ha detto l’assessore regionale del Pdl ed ex segretario provinciale Gianfranco Giuliante, nel corso della conferenza stampa convocata dopo la frenesia che ha caratterizzato le ultime ore del centrodestra.
L’ormai ex coordinatore, che però in sostanza sta continuando a curare la regia politica di tutta l’operazione-L’Aquila, ha sviscerato i due aspetti che potrebbero far saltare le consultazioni popolari.
Non ha voluto polemizzare con Lombardi, ma ha ricordato che “era candidato del Pdl e ha ribadito per circa due mesi di essere disponibile, l’ultima volta in congresso, dicendo che avrebbe partecipato, ma poi ha formalizzato la sua uscita di scena”.
“Con onestà intellettuale – ha aggiunto Giuliante – dico che Enzo sapeva personalmente, perché gliene avevo parlato, che per quello che mi riguardava c’era una propensione per un profilo tecnico oppure un giovane. Da ieri, comunque, quella che doveva essere una corsa a tre è diventata a due”.
Quanto al secondo aspetto, “Fli ha fatto un’apertura possibile sul candidato civico Properzi. Io – ha proseguito l’assessore regionale – ho sentito il presidente del partito, Daniele Toto, che ha detto che c’era la possibilità di una convergenza civica, ma la condizione perché si verificasse era che il civico rimanesse civico”.
“Se le primarie diventano a due, tra Luigi D’Eramo e Properzi, e ci dovesse essere una convergenza del Pdl su Properzi – ha evidenziato Giuliante – diventerebbe difficile, nella logica di Fli, negare che il Pdl abbia ‘battezzato’ quel candidato”.
E anche se Giuliante non ne ha parlato, peggio andrebbe se le possibili primarie a due le vincesse D’Eramo: a quel punto l’appoggio di Fli sarebbe non solo improbabile, ma impossibile.
Di qui lo spostamento alle 17, “perché voglio verificare in un incontro che ci sarà se è possibile trovare una soluzione condivisa. Se questo non sarà possibile – ha ipotizzato – i singoli partiti si determineranno e vedremo quale sarà il risultato”.
Non c’è volontà nascosta di rimandare le primarie finché saltano, ha assicurato Giuliante in conclusione: “Altrimenti avremmo spostato la presentazione delle liste di quattro giorni, non di quattro ore”.
Tra i presenti (tra il pubblico) c’era anche l’assessore provinciale Guido Liris, entrato e uscito nella rosa dei candidati sindaco e alle primarie. “Sono a disposizione del partito”, si è limitato ad affermare in questa circostanza.



