L’AQUILA – Occupazione e lavoro, le maggiori emergenze del territorio, ma anche l’esigenza di ripristinare la vita sociale, ricostituire il tessuto delle relazioni umane, civili e culturali della città.

Questi i temi del convegno che si è tenuto questo pomeriggio nella sede di Confindustria all’Aquila nell’ambito del ciclo di incontri ideato dal Gruppo Giovani di Confindustria L’Aquila dal titolo “L’Aquila come è, come sarà. Scegliere oggi per intraprendere domani”.

Imprese, politica e istituzioni sono state chiamate a un’analisi per cercare di capire insieme come fare afffinché la provincia possa avere prospettive di ripresa.

Per rappresentare l’iniziativa, gli ideatori hanno scelto l’immagine di un cubo di Rubik, il “rompicapo” legato alla ricostruzione della città e del suo territorio.

Avrebbe dovuto prendere parte al convegno Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl, che però è rimasto bloccato a Roma per impegni di lavoro.

Tra le autorità politiche che hanno preso partecipato all’incontro, moderato dal giornalista del Messaggero Angelo De Nicola, il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che ha parlato delle misure di carattere economico messe in atto, tra le quali gli indennizzi per le aziende.

“Siamo in una fase iniziale, non certamente risolutiva – ha spiegato -. Per gli indennizzi alle imprese sono stati trasferiti 44 milioni di euro da parte della Regione. Nel prossimo Consiglio regionale porteremo inoltre la proposta di prorogare la delocalizzazione delle attività produttive sino alla fine dell’emergenza”.

De Matteis ha poi parlato di “segnale interessante” leggendo i dati relativi ai nuovi insediamenti industriali (esclusi quelli edili) dalla seconda metà del 2009 al 2011. “Ne sono 95 – ha detto – ciò significa che al di là delle difficoltà c’è la voglia di venire fuori dalla crisi”.

Di tutt’altro avviso il parlamentare del Pd, Giovanni Lolli, che intervenendo al dibattito ha parlato di un numero consistente di imprese che dopo il terremoto sono ripartite e che ora stanno chiudendo.

“Questo è stato causato dal fatto – ha spiegato – che molte attività hanno deciso di riaprire in un periodo ‘drogato’ dagli ottomila forestieri che si trovavano qui per l’emergenza post-sisma. Questo ha dato l’impressione che ci fosse più disponibilità di mercato. Aprire un’attività all’Aquila invece ad oggi costa più che altrove”.

La ricetta proposta da Lolli è dunque “istituzione della zona franca, credito d’imposta per le imprese che assumono dipendenti a tempo indeterminato nel territorio colpito dal terremoto e una semplificazione delle procedure”.

Sulla situazione relativa all’istituzione della zona franca ha espresso qualche perplessità il senatore abruzzese Filippo Piccone, coordinatore regionale del Pdl, che ha partecipato al dibattito.

“Non c’è ancora chiarezza al riguardo – ha affermato – non si sa ancora a chi andranno i finanziamenti”.

L’incontro, introdotto da Laura Tinari del Gruppo Giovani di Confindustria L’Aquila, ha visto la partecipazione anche del vescovo ausiliare dell’Aquila Giovanni D’Ercole, che ha portato i saluti dell’arcivescovo monsignor Giuseppe Molinari, il quale non ha potuto prendere parte all’incontro ma ha comunque inviato un messaggio in cui ha richiamato a una coesione politica. “c’è una verità certa, che tutti gli aquilani vogliono la ricostruzione. Meno certo è che tutti abbiamo deciso di mettere al primo posto il bene comune e da parte gli interessi personalistici”.

Presente anche Antonella Di Nino, vice presidente della Provincia dell’Aquila, Pierluigi Pezzopane, assessore al Comune dell’Aquila, Cesare Trevisani, vice presidente di Confindustria, Rodolfo De Laurentiis, coordinatore regionale dell’Unione di centro, Piero Gaffuri, direttore di Rai Nuovi Media, Pierluigi Panunzi, vice presidente Giovani Imprenditori Confindustria L’Aquila e Alessandra Rossi, presidente Giovani Imprenditori Confindustria. (e.m.)