L’AQUILA – “Abbiamo appreso dell’aggressione al giornalista dell’emittente Laqtv Marco Sebastiani da parte dei militanti di Casapound. Esprimo a nome del Partito democratico aquilano solidarietà al giovane cronista”.
Lo dichiara Stefano Albano, segretario del Pd aquilano, a seguito “dell’aggressione ai danni del giornalista Sebastiani”.
“Episodi di questo genere vanno condannati con fermezza, non è ammissibile alcun tentennamento. Il civile confronto è il sale in democrazia, Casapound e i grillini che ospitano nelle loro liste alcuni esponenti di questo movimento ci confermano il loro grave deficit in questo senso”, conclude Albano.
Anche il comitato 3e32 interviene sull’accaduto.
“Qualche giorno fa all’Aquila, nell’indifferenza generale, si è consumato un episodio di intimidazione, in un contesto politico e partitico cittadino sempre più degradante: in occasione della presentazione dei candidati alle politiche di CasaPound al bar Nurzia, in piazza Duomo, un giornalista e il suo operatore sono stati aggrediti dai sedicenti ‘fascisti del terzo millennio'”, si legge in una nota del movimento cittadino.
“Il giornalista è stato spintonato e minacciato più volte per il semplice fatto di essersi definito antifascista. Sorte più grave è capitata all’operatore che lo accompagnava, a cui è stato impedito di uscire dal bar fino alla conclusione della vicenda. I due sono stati minacciati ripetutamente ed è stato loro impedito di svolgere proprio lavoro. Il tutto si è svolto nell’indifferenza della Digos, intervenuta con colpevole ritardo”, aggiunge la nota.
“Crediamo fermamente che l’antifascismo sia un valore fondamentale dell’essere giornalisti, ma ancor prima dell’essere donne e uomini liberi; siamo convinti che nessuno, compresi gli esercenti del centro storico, dovrebbe lasciare agibilità politica né legittimare l’agire infame di Casapound. Crediamo soprattutto che l’antifascismo sia una pratica da esercitare quotidianamente a schiena dritta e senza paura alcuna”.
“Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza ai due giornalisti, e denunciamo l’ennesimo atto fascista ad opera di Casapound, che fa dell’intimidazione e delle minacce l’unica sostanza della propria inconsistente azione politica”.
“Consapevoli che istituzioni e direttori delle testate troppo spesso minimizzano evitando di prendere posizione, continueremo ad opporci con ogni mezzo alla violenza e propaganda di CasaPound, al fianco di chi non si lascia intimidire e di chi non vuole abbassare la testa”.
La ricostruzione dei fatti da parte del Pd e del 3e32 è smentita da una nota del coordinatore abruzzese di Casapound, Simone Laurenzi, che parla di “profonda scorrettezza” e di “distorsione volontaria della realtà”.
LAURENZI (CP): “ACCUSA STRUMENTALE E DIFFAMATORIA”
“Non possiamo che prendere atto con disgusto della profonda scorrettezza del Pd e del comitato 3e32, che distorcono volontariamente la realtà allo scopo di lanciare un’accusa strumentale e diffamatoria al nostro movimento alla vigilia del voto, attribuendoci un’aggressione fisica che è stata smentita dallo stesso giornalista che, a dire di questi professionisti della menzogna, ne sarebbe stato vittima”.
Lo afferma Simone Laurenzi, coordinatore regionale di CasaPound Italia Abruzzo, in merito a un episodio verificatosi in occasione di un incontro elettorale martedì scorso.
“Nessuna violenza fisica è stata commessa ai danni né del giornalista di LAQtv Marco Sebastiani, come d’altra parte ha egli stesso ha dichiarato, né del suo operatore – sottolinea Laurenzi – Da parte nostra, c’è stato solo il deciso rifiuto a rilasciargli interviste, visto che conosciamo Sebastiani non tanto come giornalista quanto come esponente antifascista candidatosi alle scorse elezioni comunali con la lista ‘Cambia Musica – Appello per L’Aquila’, espressione di movimenti da sempre schierati su posizioni molto ostili nei confronti di CasaPound Italia”.
“A dimostrare l’infondatezza dell’accusa di aggressione c’è anche il fatto che le forze dell’ordine, presenti in nutrito numero all’evento, non hanno ritenuto di intervenire in quella che non è stata altro se non un’animata discussione terminata con il volontario allontanamento dell’intervistatore”, aggiunge Laurenzi.
“La natura puramente pretestuosa del grave attacco diffamatorio nei nostri confronti emerge ancora da due fattori – conclude il coordinatore Cpi – Nonostante l’episodio si sia verificato martedì, infatti, il Pd e il comitato 3e32 hanno rilasciato i comunicati a distanza di tre giorni, e ‘casualmente’ alla vigilia del voto. Inoltre il comunicato del Partito democratico tira in ballo in modo evidentemente strumentale il Movimento 5 Stelle, inventando in maniera del tutto arbitraria che all’interno delle liste sarebbero presenti ‘esponenti’ del nostro movimento, quando è invece noto che tra CasaPound e il movimento di Grillo non sussiste nessun legame politico”.
“CasaPound Italia si riserva dunque di adire vie legali per tutelare la propria immagine contro ogni tentativo di ledere il suo nome e la sua onorabilità”, conclude Laurenzi.
IL RACCONTO DI SEBASTIANI SU FACEBOOK
Sebastiani, sul suo profilo Facebook, ha raccontato la vicenda.
“Si sente il bisogno di un po’ di chiarezza: l’altro giorno, in occasione della presentazione dei candidati di Casapound al bar Nurzia, dove ero andato a svolgere il mio lavoro di giornalista, sono stato aggredito verbalmente da (metti la definizione che preferisci) che mi hanno impedito di svolgere il mio lavoro”, scrive Sebastiani.
“Tra me e i (rimetti la definizione che hai scelto sopra) c’è stato solo qualche spintone e un confronto verbale che si è concluso con il mio definirmi antifascista. Sorte più grave è capitata all’operatore che mi accompagnava, a cui è stato impedito di uscire dal bar Nurzia fino alla conclusione della vicenda. Nessuno dei due ha subito violenza fisica”, aggiunge il giornalista.
“Siamo così tornati in redazione senza aver chiuso il servizio. Adesso io credo che l’antifascismo sia un valore fondamentale del mio essere giornalista, uomo e cittadino, ma soprattutto che l’antifascismo sia una pratica da esercitare quotidianamente a schiena dritta e senza paura alcuna”, conclude.
SOLIDARIETÀ DA REDAZIONE LAQTV
“Sull’episodio riguardante l’aggressione al nostro collaboratore Marco Sebastiani, la redazione al completo ha espresso al collega la massima solidarietà, stigmatizzando quanto accaduto a lui e all’operatore video Federico Pasquali, ai quali è stato impedito di realizzare il servizio giornalistico per il quale si trovavano in piazza Duomo”.
Lo scrive in una nota la redazione dell’emittente televisiva aquilana LaQtv.
“Sull’episodio, il direttore di testata, Luca Bergamotto, ha tempestivamente informato gli organi competenti, al fine di valutare ogni più opportuna azione a tutela dei collaboratori Sebastiani e Pasquali e della testata giornalistica”.






