L’AQUILA – Per la Zona franca urbana (Zfu) all’Aquila è partito il conto alla rovescia.
Lo ha riferito il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, nel corso della firma dell’Accordo di Programma Abruzzo2015, finalizzato al sostegno e allo sviluppo delle Reti di imprese, avvenuta a Pescara giovedì scorso.
Anche il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che segue da vicino la questione, in due diverse interviste, una al Messaggero e una ad AquilaTv, ha confermato che l’iter di approvazione dello strumento che dovrebbe ridare slancio all’economia cittadina è nella fase conclusiva.
Naturalmente bisognerà fare i conti con i tempi della burocrazia della Commissione Europea, cui il governo italiano ha inviato le delucidazioni richieste, ma il tutto si dovrebbe sbloccare – sempre secondo De Matteis – entro l’inizio dell’estate.
Per sostenere la Zfu, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha deliberato lo stanziamento di 90 milioni di euro.
Rimangono le perplessità, sull’argomento, da parte dei sindaci del ‘cratere’ che sono preoccupati dall’effetto che una fiscalità di vantaggio riferita al solo territorio della città dell’Aquila potrà portare alle attività produttive localizzate nella fascia immediatamente contigua al capoluogo.
Aziende con sedi in comuni come Pizzoli, Scoppito, Poggio Picenze, Barisciano, Fossa e San Demetrio che potrebbero risentire del trattamento ‘privilegiato’ riservato a quelle che si trovano a soli pochi chilometri di distanza.



