L’AQUILA – ” Oggi, lunedì 23 ottobre 2023, sulla facciata dell’Auditorium del Parco all’Aquila è ancora affissa l’immagine del Presidente del Consiglio Meloni, posta in occasione dell’evento svoltosi all’interno in questi ultimi giorni per celebrare un anno di governo nazionale. È opportuno ricordare che l’Auditorium del Parco è un bene pubblico della città e che, pertanto, ad evento concluso, l’effigie del presidente doveva essere rimosso”.

Questo l’incipit della nota a firma della consigliera comunale dell’Aquila Simona Giannangeli, sulla mancata rimozione dell’immagine all’Auditorium del Parco del Presidente Giorgia Meloni, intervenuta nella giornata di ieri a L’Aquila per l’evento celebrativo, nella ricorrenza di un anno dalla sua elezione come capo del Governo italiano.

Di seguito la nota completa della consigliera dell’opposizione.

“Oggi, lunedì 23 ottobre 2023, sulla facciata dell’Auditorium del Parco all’Aquila è ancora affissa l’immagine del presidente del consiglio Meloni, posta in occasione dell’evento svoltosi all’interno in questi ultimi giorni per celebrare un anno di governo nazionale.

È opportuno ricordare che l’Auditorium del Parco è un bene pubblico della città e che, pertanto, ad evento concluso, l’effigie del presidente doveva essere rimosso.

So che Fratelli d’Italia è già in piena campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, so che l’amministrazione comunale della città governa la città come fosse cosa sua, so che il senso di onnipotenza sia diffusissimo, so che mantenere la faccia del presidente Meloni sulla facciata dell’Auditorium possa essere efficace, anche se immagino che si dirà certamente che è rimasta lì per una svista.

Ma non tutta la comunità aquilana è disposta ad essere presa in giro ed a tollerare gesti apparentemente innocui ed apparentemente involontari come questo.

L’Auditorium del Parco è bene pubblico del territorio e, terminato un evento, si rimuove immediatamente tutto il corredo che lo ha caratterizzato.

È doveroso ed opportuno, pertanto, rimuovere immediatamente la faccia del presidente del consiglio, con l’auspicio che sviste del genere non si ripetano.

Questo fatto, solo in apparenza piccolo e irrilevante, rivela ancora una volta il modo di agire di chi governa questo territorio e non è un modo improntato al doveroso rispetto dei beni pubblici cui l’istituzione, in primis quella comunale in questo caso, è tenuta.

La città ed i suoi beni non sono appannaggio del partito cui appartiene l’attuale presidente del consiglio.

Ricordarlo non fa male.

Simona Giannangeli