L’AQUILA – Il “Cencelli” degli scrutatori al Comune dell’Aquila infiamma il web, e alla discussione partecipa anche il sindaco, Massimo Cialente, che definisce la vicenda “una vergogna”.
Nei giorni scorsi, infatti, il primo cittadino aveva chiesto ai componenti della commissione elettorale di procedere alla nomina dei componenti di seggio alle prossime elezioni politiche attraverso l’estrazione tra un elenco di disoccupati.
La legge delega tale competenza ai consiglieri comunali designati dall’aula a far parte dell’organismo: Sergio Ianni (Partito democratico) e Giuseppe Ludovici (Alleanza per l’Italia), in quota alla maggioranza, e Vito Colonna (Prospettiva 2022) per l’opposizione di centrodestra, che possono scegliere i circa 300 nomi tra tutti gli iscritti all’albo predisposto dall’ufficio Elettorale.
Alla fine i tre hanno optato per la soluzione “antica”, che in genere equivale a una “spartizione” concordata tra le varie forze politiche presenti in Consiglio, come scrive Cialente su Facebook: “otto nomi a consigliere. Fate 300 diviso 32, togliendo qualcuno, e considerando qualcuno più furbo, il gioco è fatto”.
Il sindaco, sollecitato da vari utenti del social network, che si sono ritrovati sul profilo dello storico aquilano Walter Cavalieri, ha incalzato: “chiedo ora che si pubblichi l’elenco dei nomi con il segnalatore. Sono certo che i paladini della trasparenza, come Ettore Di Cesare, almeno su questo mi sostengano”.
Lo stesso Cialente ammette di aver dovuto soccombere rispetto agli appetiti dei partiti: “Ho perso. Punto e basta. Ma loro hanno perso di più. Nessun gruppo mi ha appoggiato. Questa è la verità”. (pi.bi.)
DOCUMENTI CORRELATI:
L’ELENCO DEGLI SCRUTATORI (pdf, 85 Kb)
GIULIANA VESPA (GRANDE SUD): ”PERSA UN’OCCASIONE”
“La politica ha perso un’altra occasione per dare un segnale di svolta e di rinnovamento. Le logiche adottate dai comuni di Pescara e L’Aquila per selezionare le centinaia di scrutatori per le prossime elezioni appartengono a un sistema spartitorio che non fa altro che acuire il distacco tra la classe politica e la società reale”.
Lo afferma la candidata aquilana alla Camera per Grande Sud Giuliana Vespa.
“La suddivisione di nominativi tra consiglieri e assessori, in puro stile da manuale Cencelli, rappresenta l’ennesimo gesto di arroganza effettuato dalla casta. Poteva essere un’ottima e doverosa opportunità per dare un segnale di rinnovamento ma gli appetiti di parte hanno di nuovo prevalso”.
“Sarebbe stato opportuno, invece, selezionare gli scrutatori tra i giovani disoccupati che avrebbero potuto beneficiare di un doveroso gesto di attenzione”.
“Come al solito si parla tanto e non si fanno i fatti”, conclude la Vespa.






