L’AQUILA – I carabinieri dell’Aquila hanno eseguito quattro decreti preventivi nei confronti di cinque cittadini del capoluogo, denunciati nei mesi scorsi per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
I cinque, quattro dei quali in concorso tra loro, avevano rilasciato false dichiarazioni, nascondendo anche la disponibilità di diverse abitazioni agibili nell’area di mobilità del Comune dell’Aquila, per percepire il contributo per l’autonoma sistemazione per un totale di circa 30 mila euro.
In pratica, si procede con il sequestro delle somme provento del reato direttamente sui conti correnti degli indagati per un valore corrispondente a quello dell’illecito profitto.
Significativo il fatto che il giudice nel contestare gli addebiti ha aggiunto l’aggravante dell’aver commesso il fatto approfittando delle condizioni di luogo e di tempo tali da ostacolare la pubblica difesa, cioè il fatto che il reato si è verificato successivamente all’evento sismico che, devastando L’Aquila, ha comportato migliaia di pratiche analoghe da controllare da parte del Comune.
L’indagine è scaturita da una segnalazione giunta dalla Struttura per la gestione dell’emergenza, che in altre occasioni ha collaborato con le forze di polizia al fine di “stanare” i cosiddetti “furbetti del terremoto”.
I decreti di sequestro preventivo, emessi dal gip Romano Gargarella, sono stati richiesti dal pm titolare dell’inchiesta, Stefano Gallo.



