L’AQUILA – “Ci siamo salvati dal terremoto e ora rischiamo la vita per un temporale”.

Poteva davvero accadere una tragedia nel complesso Map (Moduli abitativi provvisori) della frazione aquilana di Tempera, dove durante il violento temporale di ieri pomeriggio un fulmine è caduto proprio sulle casette antisismiche.

Televisioni, computer, centraline Internet e caldaie sono state letteralmente bruciate dal fulmine e i danni, per ognuna delle otto famiglie colpite, si aggirano tra i 700 e gli 800 euro.

Una “batosta” non da poco per i numerosi pensionati che da dopo il terremoto del 6 aprile 2009 vivono nei nuovi alloggi. Ma a preoccupare di più non sono i soldi, ma la sicurezza.

I residenti stanno già pensando di denunciare il fatto alle autorità competenti per verificare che le strutture siano a norma, accertare eventuali responsabilità e chiedere il risarcimento dei danni causati dalla “bomba” elettrica che si è abbattuta sulle abitazioni.

“Ieri poteva davvero scapparci il morto – denuncia una residente – se avessimo avuto le porte aperte saremmo rimasti fulminati anche noi! Questi Map sono poco sicuri. Sono fatti di legno, che attira le saette. A maggior ragione dovrebbero essere dotati di sistemi di sicurezza, invece non ci sono né parafulmini né i salvavita per le centraline elettriche, che sono andate tutte fuori uso”.

I residenti si sono subito rivolti al Comune, che però ha risposto di non poter fare nulla. Il problema, infatti, è che la manutenzione dei Map non è affidata a nessuna società, diversamente da quanto accade per il progetto C.a.s.e. dove è attiva la Manutencoop.

“È da tempo che il sindaco promette di fare l’appalto. Nel frattempo che lui si decide, qui si rischia la vita”, dicono a gran voce i residenti.

Due tecnici comunali si sono recati sul posto per verificare le condizioni dei Map, “ma hanno detto di non poter fare nulla”, aggiungono.

Le otto famiglie sono sul piede di guerra e annunciano di voler verificare che i moduli abitativi siano stati realizzati seguendo le normative di sicurezza. “Denunceremo alle autorità competenti i responsabili verificare e chiederemo il risarcimento danni”. Elisa Marulli