L’AQUILA – Una donna guiderà la Corte d’appello dell’Aquila: si tratta di Fabrizia Ida Francabandera, ora presidente di sezione nello stesso ufficio giudiziario.
La nuova presidente ha guidato decine di collegi incaricati di dare il secondo grado di giudizio nei processi del capoluogo e della regione, ma al grande pubblico il nome della Francabandera è noto soprattutto per la controversa sentenza d’Appello sul processo alla commissione Grandi rischi del 10 novembre 2014.
L’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio era stato indagato nella sua composizione del 2009 per aver rassicurato, nella riunione del 31 marzo 2009, gli aquilani e aver sottovalutato il rischio sismico a soli 5 giorni dal sisma distruttivo del 6 aprile.
Il giudice di primo grado, Marco Billi, condannò per omicidio i 7 esperti ma in secondo grado la sentenza è stata ribaltata e il verdetto è divenuto definitivo con la conferma integrale dell’Appello in Cassazione, con l’unica condanna definitiva nei confronti dell’ex vice capo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis, a 2 anni, e 6 assoluzioni.
Nel processo satellite, l’allora capo dipartimento Guido Bertolaso, indagato perché considerato il “mandante” della presunta rassicurazione, è stato assolto dalle stesse accuse.
Contro la sentenza e i giudici che l’avevano emessa, tra cui la presidente Francabandera, ci sono stati due cortei di piazza in pochi giorni e il duro scontro tra l’allora presidente della Corte, Stefano Schirò, poi promosso presidente di sezione in Cassazione, e il consigliere comunale nonché parte civile Vincenzo Vittorini.
È la settima donna che questo Csm sceglie nel ruolo di presidente di una Corte d’Appello.
È già “rosa” la guida degli uffici giudicanti di secondo grado di Salerno, Firenze, Milano, Torino, Potenza e Genova.





