L’AQUILA – “Una fermata pericolosa, in piena curva e in mezzo alla carreggiata, senza spazi protetti per poter far scendere e salire i bambini. Situazione ancora più difficile per la gestione di una bambina di 4 anni con disabilità, affetta da una malattia genetica rara, che necessita di assistenza continua”.

A denunciare il grave disagio per il servizio scuolabus nella frazione aquilana di Coppito, in via Preturo, è una mamma, ormai esasperata, che fa sapere di essersi già rivolta agli uffici competenti e alle istituzioni locali senza successo e per questo di aver già contattato programmi televisivi nazionali e di essersi messa in contatto con Palazzo Chigi, scrivendo direttamente al premier Giorgia Meloni, annunciando che non si fermerà “finché la situazione non verrà risolta”.

Una vicenda “grave e inaccettabile”, spiega ad AbruzzoWeb per un servizio che riguarda sicurezza e inclusione.

La famiglia paga regolarmente il servizio, diverse centinaia di euro l’anno ma, spiega la donna, si vede imporre l’utilizzo esclusivo delle fermate dell’autobus Ama, Azienda Mobilità Aquilana, municipalizzata del Comune. La più vicina all’abitazione, però, costringe la madre a usare l’auto percorrendo una strada priva di marciapiedi e percorsi pedonali sicuri, vanificando di fatto l’utilità del servizio.

“Dopo la segnalazione, la Polizia Locale ha effettuato un sopralluogo individuando una possibile soluzione: realizzare la fermata in un tratto di strada abbandonato di fronte all’abitazione, attualmente occupato da piante e rami caduti, come documentato con materiale fotografico”, spiega la donna.

“Sia il funzionario Carlo Bolino che l’assessore Manuela Tursini si sono attivati per cercare una soluzione, ma la proposta della nuova fermata non avrebbe ricevuto parere favorevole dagli uffici competenti”, precisa.

In particolare, secondo quanto riportato dalla famiglia, il diniego sarebbe stato espresso da una funzionaria, alla quale sono già stati segnalati formalmente, più volte, la pericolosità della situazione e i rischi per la sicurezza dei minori, chiedendo interventi correttivi.

“Nel frattempo, la richiesta di utilizzare temporaneamente un piazzale davanti casa è stata respinta, ribadendo che la fermata debba essere esclusivamente quella Ama”, aggiunge.

La famiglia chiede ora “un intervento concreto per garantire un servizio realmente accessibile e sicuro, soprattutto alla luce della particolare situazione di fragilità, auspicando che le istituzioni competenti si assumano le necessarie responsabilità”.