L’AQUILA – Dormono in macchina da più di un mese, ma presto riavranno una casa.
È il caso di una famiglia aquilana di quattro persone che si è rivolta al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.
Il capofamiglia ha avuto seri problemi al lavoro e quindi non riesce più a pagare l’affitto di un’abitazione, di recente venduta dal proprietario.
Un affitto da 500 euro al mese impossibile da pagare, specie per chi fino a poco tempo fa risiedeva nella caserma della Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza dell’Aquila insieme ad altri sfollati post-sisma, da ieri tutti ufficialmente sistemati in abitazione.
Cialente si è subito affidato all’assessore comunale per l’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini e alla dirigente Patrizia Del Principe per risolvere il problema. Intanto, qualche amico di famiglia si è prodigato per ospitare la famiglia in via temporanea ed evitare che i due bambini di 8 e 12 anni continuino a passare le notti in un’automobile.
“Alla famiglia in questione – spiega il sindaco in una nota – che non era ospitata presso la Guardia di Finanza come erroneamente riportato sui media locali, ma risiedeva in una casa in affitto dalla quale è stata sfrattata, era stata offerta una possibilità immediata presso la Mensa di Celestino, che accetta però solo donne e bambini, mentre gli uomini sono in altro settore. Ieri, appena arrivati a parlare con me, si è trovata, come avviene per tutti, un’immediata soluzione. Nonostante tutte le difficoltà, alcune insormontabili anche dal punto di vista normativo, in questa città nessuno dorme in mezzo ad una strada”.
“Per questa famiglia si sta provvedendo a trovare un alloggio, forse un M.a.p. – precisa – ma sinceramente a quei due genitori ho chiesto perché, nel rifiutare la proposta di emergenza, prevista per la stessa sera, proposta dai servizi sociali, abbiano poi aspettato 15 giorni per venire da me o da Pelini. Tra l’altro il capofamiglia lavora, per cui noi daremo solo un’integrazione per l’affitto”.
“Va detto – aggiunge il primo cittadino – che d’ora in poi gli affitti che devono pagare gli sfollati, a parte chi risiedeva nelle case popolari prima del sisma, verranno calcolati in base alla situazione economica equivalente (Isee). Tutti pagheranno gli affitti secondo i patti territoriali fatti anche con i sindacati degli inquilini, dati e cifre aggiornati con l’Istat. In pratica, si cominciano a calmierare i prezzi. Stiamo anche lavorando per le famiglie in difficoltà non in base al reddito ma al quoziente familiare, per fare fronte alla disperazione generale, anche di chi ha trovato una casa ma non ha reddito”.
“Siamo tra i pochi in Italia a riuscire a far fronte alle situazioni peggiori, c’era chi addirittura viveva all’Aquila come un barbone ed è stato sistemato”, conclude Cialente.



