L’AQUILA – Svolta nella vicenda della struttura residenziale per anziani Ex Onpi, chiusa dal 6 aprile 2009 per i gravi danni riportati con il terremoto.

Il Provveditorato alle Opere pubbliche riconsegnerà la struttura al Comune dell’Aquila, proprietario dell’immobile, venerdì 12 luglio, con una cerimonia ufficiale alla presenza, tra gli altri, del provveditore Donato Carlea.

A darne notizia è un soddisfatto Venanzio Gizzi,  presidente dell’istituzione Csa, Centro servizi anziani.

“Da lì a qualche giorno potremo riaprire la struttura e far tornare i nostri ospiti. Abbiamo messo in piedi una struttura davvero all’avanguardia, unica nel suo genere”.

Per aprire le porte agli anziani che da tempo attendono di tornare, ci vorrà ancora un po’. “Il tempo di sbrigare le pratiche burocratiche e mettere in atto delle verifiche in base ai protocolli regionali”, aggiunge.

L’attesa era diventata estenuante, in particolare per gli ospiti, molti dei quali erano stati trasferiti fuori regione: dei 60 anziani presenti al 5 aprile 2009, ben 39 oggi si trovano a Sora, gi altri sono invece tornati nelle famiglie di origine.

Tempi lunghi che hanno portato a uno spreco di denaro, visto che per 14 degli utenti la Protezione civile regionale continua a pagare 65 euro giornalieri per l’assistenza alberghiera. Più di 27 mila euro al mese complessivi, una cifra importante soprattutto in tempi di crisi come questi.

La mensa e il bar sono tornati a funzionare dall’estate del 2011: da allora gli annunci su un’imminente riattivazione dei primi 40 posti letto si sono susseguiti senza mai portare però a un’azione concreta.

Ritardi ascrivibili secondo l’amministrazione al provveditorato, soggetto attuatore dei lavori di recupero e uno degli enti principali della ricostruzione.

Solo qualche giorno fa il Comune ha rotto gli indugi e inviato una lettera al provveditore con la richiesta perentoria di riaprire, minacciando l’ipotesi di contenzioso.

A lavori finiti il complesso ex Onpi dovrebbe contare un totale di 240 posti di ospitalità generale.

La struttura era dotata in origine di 40 posti per persone anziane non autosufficienti e autorizzata per ulteriori 40 posti letto per anziani autosufficienti e per 28 posti destinati all’utenza occasionale.

Verrà dotata di altri 40 posti, di aree “social housing” per l’accoglienza delle ragazze-madri e di un nucleo per la cura dei malati di Alzheimer che comprende 12 posti letto, grazie all’inglobamento dei locali che prima del sisma erano utilizzati dall’Università dell’Aquila, infine altri 60 posti in corso di realizzazione a cura della Asl. Elisa Marulli