L’AQUILA – Una struttura pensata per malati inguaribili, che consente ai familiari di stare accanto ai propri cari e di dare loro tutto l’affetto di cui hanno bisogno, in un clima il più vicino possibile all’ambiente della propria casa con stanze di degenza dedicate, adeguati servizi igienici, televisori e una cucina che anche i parenti dei malati possono, eventualmente, utilizzare per prepararsi da mangiare.

È l’hospice per cure palliative inaugurato oggi all’Aquila, nei locali ex Onpi di proprietà del Comune. Nel luglio 2013 era stata riconsegnata parte della struttura dove ora dimorano una quarantina di anziani che ne dopo sisma erano stati trasferiti a Sora, nel Lazio.

Presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Abruzzo e commissario ad acta della Sanità, Gianni Chiodi, il manager della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, e il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente.

L’attivazione dell’hospice, diretto dal dottor Franco Marinangeli, dispone di 12 posti letto, di cui uno pediatrico, con in servizio due medici e sei infermieri, ed è frutto di un accordo tra Comune e Asl.

Nell’hospice, il malato fruisce di assistenza medica nell’arco delle 12 ore e di carattere infermieristico nelle 24 ore.

“Il servizio che oggi inauguriamo è un gesto di civiltà – ha detto Cialente – la vera competitività di un Paese e di un territorio è garantita sopratutto dalla qualità della vita”.

“Con questa struttura – ha sottolineato Chiodi – implementiamo una rete che nel 2009 non esisteva in Abruzzo, carenza che era per noi motivo di vergogna nazionale. Abbiamo aperto infatti hospice a Lanciano, Pescara, Torrevecchia teatina, Teramo, Pescina e ora L’Aquila, per un totale i 75 posti letto. Quest’ultima apertura ci consentirà poi un ulteriore salto nel punteggio relativo ai livelli minimi di assistenza. Eravamo a 120, oggi siamo a 148, dobbiamo arrivare a 160, per certificare la qualità della nostra sanità, garantita nonostante, anzi, in virtù della nostra azione di risanamento e razionalizzazione e dei tagli agli sprechi e ai privilegi”.

Dal canto suo, Silveri ha annunciato: “In questa struttura intendiamo trasferire anche i servizi in precario che ora si trovano a Collemaggio. Ed anche la guardia medica che ora si trova all’ospedale ‘San Salvatore’ e il consultorio familiare”.

L’hospice è solo uno dei fiori all’occhiello che struttura ex-Onpi potrà a regime offrire ai cittadini.

Completamente ammodernata e consolidata simicamente dopo il terremoto, l’edifico ha reti in fibra di carbonio applicate su tutte le pareti, per un costo di 10 milioni di euro, stanziati dal Provveditorato alle opere pubbliche, più 1,5 milioni stanziati dalla Asl.

Man mano torneranno operativi anche le altre parti di un complesso grande 16.500 metri quadrati.

Nel corpo C previsti 40 posti letto per anziani non auto-sufficienti, nel corpo D 36 posti letto per anziani autosufficienti.

Nei corpi A e B 40 posti letto per la residenza assistita per malati meno gravi, che saranno ospitati all’ex-Onpi per decongestionare l’ospedale, in particolare il reparto di geriatria.

Il costo è senza esenzioni dovute al reddito di 1000 euro al mese, in media con quello delle case di riposo. Il comune contribuisce con 450 euro al mese.

Importante l’attività assicurata nel corso della settimana dai due ambulatori per la terapia del dolore, ricompresi nell’hospice, che assicurano prestazioni di cui possono beneficiare anche soggetti esterni, cioè non ricoverati nella struttura.

Tra l’altro nel nuovo centro Asl dell’ex-Onpi si svolge anche un’attività di formazione universitaria, poiché viene frequentato da studenti dell’Ateneo e specializzandi che costruiscono così gradualmente il proprio bagaglio professionale.