L’AQUILA – L’ex esponente della mafia, collaboratore di giustizia e ora pittore conosciuto a livello nazionale, Gaspare Mutolo ieri a l’Aquila è stato ospite della libreria Maccarrone, con un’esposizione di alcune delle sue opere, e per presentare il libro “Ci sentivamo cavalli di razza”
Come scrive il giornale di Sicilia: “In carcere, ho trovato nella pittura un rifugio, un modo per esprimere le mie emozioni e guardare sul mio passato da un’altra prospettiva. Vedevamo queste persone – ricorda – inserite in un’organizzazione che faceva la differenza tra città e paesi come Corleone. Li percepivamo come ben inseriti in società. Erano loro, per noi, i cavalli di razza in un tempo in cui neanche si parlava di mafia: faccio un esempio su tutti, il cardinale Ernesto Ruffini le cui parole avevano in qualche modo messo in dubbio l’esistenza di un’organizzazione criminale. Se ne parlò più avanti dietro l’esempio di Giovanni Paolo II nel famoso discorso alla Valle dei Templi”.
Con gli anni le cose sono cambiate. “Non mi sento di aver tradito la mafia per paura – prosegue Mutolo – ho ripudiato la violenza, l’assenza di moralità nel colpire indistintamente anche donne e bambini. Mi sono allontanato da figure come Provenzano o Messina Denaro. Di quest’ultimo, a cui neanche attribuisco un ruolo di capomafia, conoscevo bene il padre”.




