L’AQUILA – Spunta il sondaggione commissionato dai vertici romani e nazionali del Popolo delle libertà per testare gli umori degli elettori aquilani e metterli di fronte ad una scelta: quella tra l’architetto ed esponente dell’Istituto nazionale di urbanistica, Pierluigi Properzi, sostenuto una formazione di estrazione civica con a capo l’associazione “Domani L’Aquila”, e il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, già candidato a sindaco con il progetto politico “L’Aquila città aperta”.
Una mossa per verificare l’appeal dei due competitor (uno ufficializzerà la sua discesa in campo lunedì mattina mentre l’altro ha già da tempo sciolto le riserve) e mettere in scacco i vertici locali del partito azzurro, dove l’idea delle primarie era e rimane un chiodo fisso.
Primarie a cui ha già detto di non voler prendere parte il plenipotenziario abruzzese dell’Mpa, apprezzato ed appoggiato da una parte del Pdl e dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, mentre l’architetto e docente universitario, salvo sorprese dell’ultimo momento, sarà uno dei partecipanti insieme al segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo, e l’ex sindaco del capoluogo, Enzo Lombardi.
La sensazione è che i giochi siano ancora tutti da definire: le primarie sono state annunciate ma non fissate (il primary day dovrebbe svolgersi l’11 o il 18 marzo, ma in estrema ratio c’è l’ipotesi 25 anche se in quest’ultimo caso sarebbe una corsa contro il tempo per presentare le liste), il Pdl vorrebbe convergere sul professionista aquilano ma una parte ancora non si rassegna a veder correre in solitaria De Matteis e c’è poi chi, come l’assessore provinciale Guido Liris, viene invocato a gran voce da una parte dei rinnovati vertici del partito.
Quando meno te l’aspetti, inoltre, c’è Fli, che con una nota ammicca al candidato in pectore Properzi ma che in un’intervista ad AbruzzoWeb dichiara, con il candidato sindaco Enrico Verini, di voler correre da sola.
Gli esiti dell’indagine commissionata dai vertici romani del Pdl sono top secret ma testimoniano una frenesia dettata da guerre di posizioni e ristrettezza dei tempi che rischiano di far perdere di vista l’obiettivo dell’intera coalizione di centrodestra: riconquistare il Comune e battere una pletora di avversari e un centrosinistra che, al di là dell’esito finale, uscirà ancor più compatto dall’urna delle primarie.





