L’AQUILA – “Come associazioni impegnate nella sensibilizzazione sul problema dell’autismo, oltre a dare un supporto cerchiamo di mantenere vivo l’interesse e l’attenzione sul tema, affrontarlo, risolverlo, coinvolgendo tutte le realtà del capoluogo d’Abruzzo”.

Con queste parole Giovanni Cappelli ha presentato le finalità dell’evento sull’autismo.

Del “modello L’Aquila” si parlerà giovedì 12 aprile, alle 17, nella sala conferenze del rettorato del Gran Sasso Science Institute (palazzo ex Gil alla villa comunale), in un convegno che vedrà riunite tutte le Onlus e le associazioni cittadine, che da anni cercano di fornire assistenza alle famiglie che combattono quotidianamente con la patologia e le problematiche ad essa collegate.

“Il nostro obiettivo – aggiunge Cappelli, che è uno degli organizzatori dell’evento – è quello di dare quante più informazioni possibili, metterci dalla parte delle famiglie e far capire che non sono soli. E in tal senso L’Aquila è un esempio davvero virtuoso”.

Chiamare l’incontro “Modello L’Aquila” infatti, non è stata una scelta casuale ma “dettata proprio dall’esperienza che ha in tal senso la nostra città, che sull’autismo, è un esempio positivo per tutta la regione”, ha aggiunto Dario Versulli, presidente dell’associazione Autismo Abruzzo Onlus.

“Abbiamo una serie di realtà molto partecipate – ha detto – tra cui ad esempio La Casa di Michele diretta dal dottor Marco Valenti, un centro diurno per il trattamento intensivo dell’autismo, a gestione pubblica, che impiega una serie di risorse tra le cooperative locali, che operano con grande professionalità”.

“E poi – ha continuato – c’è anche la Asl 1 a fare da riferimento importante, a questo, non bisogna dimenticare in grandi passi avanti fatti a livello normativo, sia nazionale, che a livello locale. Insomma, siamo davvero convinti che questo sia il modello migliore per lavorare su una problemtica del genere”.

“Con questo incontro, a cui ne seguiranno altri, vogliamo coinvolgere anche le istituzioni locali, in modo che possano attivarsi azioni concrete per mettere le basi al percorso successivo al trattamento riabilitativo”.

Questo perchè, secondo Verzulli, non esistono in città servizi residenziali per adulti affetti da autismo, e in tal senso “stiamo lavorando affinchè Asl e Comune dell’Aquila possano utilizzare alcune risorse già in dotazione, come ad esempio l’area di Collemaggio, sulla quale riteniamo sia possibile intervenire per creare delle strutture ad hoc”, ha concluso.

All’incontro di giovedì parteciperanno le associazioni L’Aquila che vorrei, Benvenuto Presente, Autismo Abruzzo Onlus, il Centro di riferimento regionale per l’autismo (Crra), diretto da Valenti, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il direttore generale della Asl 1 Rinaldo Tordera. Loredana Lombardo