L’AQUILA – ’Sbarca’ anche all’Aquila una larga di forze sindacali, culturali e professionali che ha costituito una coalizione per difendere l’immenso patrimonio di arte e cultura lanciando la campagna nazionale ’Abbracciamo la cultura’. Oggi, nella nuova sede della Cgil, sono stati illustrati i due appuntamenti che si terranno all’Aquila prologo alla manifestazione di sabato 5 marzo a Roma.

Gli appuntamenti aquilani sono due, uno domenica prossima e un altro giovedì 3 marzo alla Cgil. Quello di domenica alle 10.30 a piazza Duomo, servirà a richiamare ancora una volta l’attenzione sull’urgenza di una ricostruzione che parta dal centro storico e che renda accessibili subito i suoi monumenti. Aderiscono all’iniziativa il Movimento delle carriole, l’Assemblea cittadina, le associazioni di Piazza delle arti, la banda di Paganica e il Trio99.

Auditorium Cgil, il 3 marzo alle 15.30, Arci, Cgil, Inu e legambiente hanno organizzato una tavola rotonda dal titolo ’Per una cultura della ricostruzione’ alla qualle parteciperanno Pierluigi Properzi dell’Istituto nazionale di urbanistica, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Simone Ombuen, urbanista, Antonio Centi, presidente dell’Isa), Pier Ugo Foscolo, preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, Roberto Di Vincenzo, editore, Carlo De Matteis, storico e Franceso Zimei, musicologo. Il convegno sarà coordinato dal capo redattore della redazione di Pescara de Il Messaggero, l’aquilano Paolo Mastri.

“L’Aquila non poteva non partecipare – ha spiegato il segretario provinciale aquilano della Cgil Umberto Trasatti – a questo momento importante. Il mio pensiero va anche alle numerose persone che compongono le associazioni culturali e musicali che hanno portato sempre grande lustro al capoluogo abruzzese”.

Poi ha preso la parola Antonio Ricci della segreteria di Legambiente: ”La forza e il futuro del nostro Paese è tutto nel grande valore del patrimonio artistico. Bisogna subito intervenire all’Aquila per recuperare il centro storico. Mi dispiace che questa conferenza stampa non sia stata organizzata nella vecchia sede della Cgil e quindi si è costretti ancora a stare nella periferia”. Ricci ha aggiunto che ”all’Aquila dal post terremoto si assiste alla diffusione, con tempi dettati dall’emergenza prima e dalla ’ricostruzione’ poi, di un modello dissipativo di città diffusa che abbiamo visto affermarsi sia nel nostro Paese che altrove nel mondo”.

Carmine Basile dell’Arci ha proseguito affermando che ”in una città come L’Aquila, simbolo per la tutela dei beni culturali, ’Abbracciamo la cultura’ assume un significato del tutto partricolare: attraverso le iniziative e gli incontri, si può sostenere un impegno diffuso da parte della collettività affinchè si arrivi ad un quadro di regole e di risorse certe destinate alla cultura in Italia e alla ricostruzione del capoluogo abruzzese”.

Il vice presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica Pierluigi Properzi ha concluso: ”E’ da rivedere l’approccio globale alla ricostruzione dell’Aquila. La ricostruzione si è posta sia per la dimensione dell’abitato colpito, circa 1.500 ettari su 14 chilometri, che per la ’diversità’ rispetto ai casi precedenti, visto che si parla di una delle più importanti ed estese città storiche dell’Italia centrale”. Per Properzi ”la ricostruzione deve passare agli enti locali e no attraverso i commissari. Una domanda: chi darà il benestare per i lavori della ristrutturazione, ad esempio, della chiesa Santa Maria Paganica? Il commissario o il progettista o l’impresa?”. (S. Cas.)