L’AQUILA – Tragedia sfiorata ieri mattina all’interno della scuola della Guardia di finanza a Coppito (L’Aquila), dove sono ospitati gli uffici della Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge).

Un uomo ha minacciato di gettarsi nel vuoto dalla balconata che si trova proprio di fronte gli uffici Sge, esasperato dalla sua condizione di sfollato-sfrattato dal progetto C.a.s.e.

Da quanto si è appreso l’uomo ha una prima abitazione classificata “F”, ovvero con rischio esterno, situata all’interno della zona rossa dell’Aquila; secondo la Sge l’uomo dovrebbe abbandonare l’alloggio del progetto C.a.s.e. dove è ospitato e tornare a vivere nella sua casa di proprietà (agibile, peraltro) dal momento che la zona rossa è stata recentemente ridotta.

Discorso ineccepibile, se non fosse che l’area è attualmente priva di ogni tipo di servizio, come gas, luce e acqua.

Esasperato e preoccupato per il suo futuro l’uomo ha minacciato il gesto estremo, salvo poi essere stato ricevuto dagli uffici e convinto a desistere in attesa di una soluzione per la sua problematica.

Il tutto mentre era in corso  il tavolo istituzionale del cratere che ogni settimana si riunisce nella sede della Struttura per la gestione dell’emergenza all’interno della caserma di Coppito. Un vertice a cui hanno preso parte il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, i sindaci del territorio, insieme al commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi e al vice, Antonio Cicchetti, e il capo della protezione civile Franco Gabrielli.

Proprio al momento dell’arrivo di Chiodi un altro sfollato ha protestato nei confronti del commissario chiedendo spiegazione in merito a un decreto di sfratto indirizzato alla sua famiglia: a causa delle intemperanze è intervenuta anche la Digos.