L’AQUILA – “Il caso trattato da AbruzzoWeb sui contributi per l’autonoma sistemazione e oggetto della sentenza del Tar è completamente diverso da quello delle coppie con doppia residenza ma non separate o divorziate che secondo me sono nella legalità”.

Tiene la linea seguita fino a oggi il dirigente dell’Avvocatura del Comune dell’Aquila Domenico De Nardis in merito alla sentenza che ha revocato il beneficio a una signora con l’immobile classificato “E” ma ospitata presso la casa agibile del marito.

I giudici hanno rilevato che sia da “escludere che il ‘nucleo familiare’ sia esclusivamente quello che risulta anagraficamente residente nell’immobile danneggiato dal sisma, dovendo esservi invece incluso anche il coniuge non legalmente separato, pur se residente altrove”.

Questo potrebbe significare dover chiedere indietro i fondi erogati fino a oggi a quei coniugi con residenza in due abitazioni diverse che, per questo, hanno preso due volte il Cas, anche grazie a un parere rilasciato proprio da De Nardis, nonostante la contrarietà dell’allora responsabile dell’area Assistenza alla popolazione della Struttura per la gestione dell’emergenza Paola Giuliani, sua collega di ufficio, e del coordinatore della Sge Roberto Petullà.

Con quest’ultimo, all’epoca dell’esplosione del caso portato all’attenzione pubblica dalla commissione di Vigilanza del Comune dell’Aquila, ci fu una battaglia aspra, che si concluse con l’invio della documentazione alla Corte dei conti per la verifica di un eventuale danno erariale.

“Per quanto mi riguarda queste persone hanno diritto a continuare a percepire il doppio contributo – aggiunge de Nardis – qualcuno con la coda di paglia, però, nel frattempo ci ha rinunciato e attualmente i casi sono soltanto una quarantina”.

Quando gli si fa notare che anche l’assessore competente Fabio Pelini ha definito “un assurdo privilegio per persone illustri” la vicenda, de Nardis ribatte convinto: “non è uno scandalo, ne hanno diritto, forse il problema è l’ordinanza di riferimento che non contempla questi casi”.

“Comunque – conclude il legale dell’ente – ho già trasmesso la sentenza in questione al settore di Pelini, ma a oggi non sono stato convocato per la riunione di cui vi ha riferito”.