L’AQUILA – Più vigilanza notturna e liste obbligatorie per entrare.

Queste le novità introdotte per la riapertura del “Guernica” da Luigi Marronaro, proprietario della discoteca di Pizzoli (L’Aquila) nelle vicinanze della quale, la notte tra sabato 11 e domenica 12 febbraio, una giovane studentessa universitaria di Tivoli è stata brutalmente stuprata, secondo la procura dell’Aquila da un militare 21enne di Avellino, Francesco Tuccia, attualmente recluso nel carcere di Castrogno a Teramo e accusato di tentato omicidio e violenza sessuale.

Ma cosa è potuto accadere quella notte per arrivare a un esito così sconvolgente? AbruzzoWeb è andato a fondo sulla questione, incontrando nel sabato sera in cui il locale ha riaperto i battenti il proprietario e dialogando con alcuni dei clienti della discoteca, di età media inferiore ai vent’anni.

Con alcune, rare eccezioni ne è emersa una conferma della tendenza giovanile per cui andare a ballare sembra non bastare: serve infatti anche alterare la percezione con alcool e in molti casi anche con droghe.

I giovanissimi aquilani non fanno eccezione, vanno alla disperata ricerca di emozioni forti, e per chi ricorre a tali soluzioni anche una semplice serata in discoteca può diventarlo.

Non è il cocktail alcolico che si acquista in discoteca, che tra l’altro non può essere somministrato oltre le due di notte, il problema; “molti ragazzi escono dal locale per bere e fumare sostanze stupefacenti dentro le macchine già attrezzate per l’occasione e poi tornare più allegri di prima, restando anche dopo la chiusura del locale, divertendosi tanto spendendo poco”, è stato il triste racconto di un giovane che ha voluto rimanere anonimo.

Dopo aver dovuto chiudere per dieci giorni, il Guernica ha intanto riaperto con due importanti novità che vanno ad aggiungersi ai da sempre presenti buttafuori e al servizio fotografico che tanto ha aiutato l’individuazione dell’aggressore: la vigilanza nottura dall’una di notte e le liste.

Resta fuori chi non si è prenotato precedentemente dando il proprio nome e il numero di persone con cui si intende partecipare alla serata.

Dediderosi di gettarsi subito alle spalle il triste ricordo, i giovani si sono presto abituati alle novità ritenute “giuste” e impazienti nella fila d’ingresso hanno indicato il loro nome prima di animare, seppur non copiosamente, il sabato sera di riapertura. Tanti i ragazzi, poche le ragazze; gli altri ingredienti, sempre gli stessi: tra musica selezionata e atmosfera vivace, l’ospite in consolle è stato dj Leon che ha accompagnato la serata fino le 4 inoltrate.

“Speriamo che le nuove soluzioni impediscano il ripetersi di altri fatti sconvenienti”, ha dichiarato Marronaro, il primo ad accorgersi del corpo della giovane “in un lago di sangue”, proprio vicino l’entrata del locale.

L’uomo che, prestandole un primo soccorso, le ha salvato la vita proteggendola anche dal pungente freddo di quella notte.

“Di risse ne sono successe molte – ha ricordato – ma mai in vita mia ho assistito a una cosa del genere. Non so come sono andate le cose, so solo che la vittima era lì, probabilmente avvicinata all’ingresso per farla soccorrere. Un paio di giorni fa sono andato all’ospedale per sapere come stava, per chiedere di lei ai genitori”.

“I medici mi hanno fatto aspettare un po’ – ha aggiunto – ma poi mi hanno detto che non sarebbe venuto nessuno a parlarmi. So che il momento è ancora molto delicato, ma spero che prima o poi i genitori mi chiameranno, non pretendo i ringraziamenti per quello che ho fatto ma vorrei sentire che la ragazza sta bene”.

Intanto con tutta questa vigilanza e grazie ai nuovi accorgimenti la discoteca di Pizzoli, l’unica al momento nel circondario aquilano per il resto privo, si candida a essere uno dei locali notturni più sicuri della città ma, inutile a dirsi, il provvedimento più efficace resta quello che avviene tra le mura domestiche: l’educazione impartita dai genitori.