L’AQUILA – Una donna incinta ha portato il suo bambino stamattina al reparto di Pedriatria dell’Ospedale dell’Aquila per una visita specialistica e si è ritrovata ad attendere il suo turno nel bel mezzo di un vero e proprio inferno.
“Mio figlio doveva essere visitato questa mattina al solito reparto di Pedriatria – dichiara una nostra lettrice, che intende rimanere anonima – ma ci hanno trasferiti in quello temporaneo, ora ubicato nella struttura del G8. In poco tempo mi sono ritrovata in una curiosa ‘sala d’attesa’: un corridoio stretto e angusto, grigio, dove passavano con difficoltà diversi degenti da un reparto all’altro, donne incinte su carrozzine e senza un posto dove sedersi”.
Ma a quanto pare, il disagio non è stato solo lamentato dalla madre del bambino: “anche gli stessi medici – confessa la donna – si trovavano in forte imbarazzo e disagio, anche se rassicuravano che si trattava solo di una situazione d’emergenza”.
“Sta di fatto – prosegue la lettrice – che anche io sono dovuta rimanere in piedi, nonostante sia in attesa di un bebè”.
“Non solo io – prosegue – ma tutti quei pazienti che erano ad attendere come me, si sono lagnati della situazione. Penso che nessuno meriti questo trattamento inaudito, anche se temporaneo: al di là delle difficoltà oggettive di aspettare in quell’inferno, io e mio figlio abbiamo sofferto un disagio psicologico non da poco. Mi auguro che ci si renda conto della gravità della cosa”.



