L’AQUILA – La procura della Repubblica, dopo l’autopsia, ha dato il via libera ai funerali della donna aquilana, Margherita Villante, morta a 74 anni in ospedale dopo otto mesi di agonia per essere stata azzannata da un pitbull.

Si terranno domani, alle 15.30, nella chiesa di Santa Maria del soccorso al cimitero monumentale.

L’autopsia, affidata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale ad Antonio Tombolini, anatomopatologo di Macerata, era stata disposta per chiarire se esiste il nesso di causalità tra la morte della 74enne e le gravi ferite inferte dal cane.

Infatti non si può escludere a priori che il decesso, avvenuto giorni fa in ospedale, sia stato provocato da altra causa anche se i familiari della vittima escludono malasanità. Lo snodo dell’indagine è in questo esame di cui si attendono gli esiti.

Ora, dopo il decesso, N.P,  la donna prima accusata di lesioni gravissime, in quanto proprietaria del cane, vede aggravata la posizi0ne con la contestazione dell’omicidio colposo.

L’aggressione è avvenuta lo scorso 17 luglio: la vittima si trovava insieme alla sorella che era arrivata all’Aquila da fuori regione per un trasloco da una villetta a schiera che si trova a Sant’Elia, non lontano dal Progetto Case, dove stavano preparando degli scatoloni in quanto la casa era stata ceduta.

L’animale era fuggito inopinatamente dalla porta lasciata aperta da una casa vicina attaccando la vittima e, successivamente, ferendo anche la sorella di lei e la proprietaria in modo non grave. Nessuno sa spiegarsi il perché di tanta ferocia.

La vittima, ex dipendente delle commissioni  tributarie, aveva lavorato anche all’Agenzia delle entrate ed era stata anche attiva sindacalista della Cgil. Prima della tragedia abitava in via Mulino di Pile.