L’AQUILA – La Vas (Volontari abruzzesi sangue) federata Fidas (Federazione italiana donatori associazione sangue), nella giornata di ieri ha finalmente preso possesso della nuova sede definitiva, dopo che, per due anni, è stata appoggiata in un container nella zona del G8 dell’Ospedale “San salvatore”.
L’inaugurazione della struttura, che si trova nelle vicinanze della Sala del volontariato, in via Saragat a Campo di Pile, è stata seguita da un incontro dibattito, “Raccolta di sangue e plasma in Abruzzo: programmazione e coordinamento per obiettivi di qualità e sicurezza”.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni locali, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Salvatore, Giancarlo Silveri, il presidente provinciale Vas, Flaviano Zaini, il presidente Fidas Abruzzo Pasquale di Patre, il Presidente nazionale della Fidas, Aldo Ozino Caligaris, il presidente Fidas Friuli, Renzo Peressoni e i responsabili dei centri trasfusionali degli Ospedali dell’Aquila, di Teramo e di Pescara.
A conclusione, alle 20, è stata la volta dell’intervento del direttore del Centro Nazionale Sangue, Giuliano Grazzini, e del concerto di musica classica degli alunni del Liceo Musicale dell’Aquila, che si è tenuto sul terrazzo dello stabile.
“Dal 1954, da quando un piccolo gruppo di donatori dell’Aquila decise di creare un’associazione per la donazione del sangue, redigendo il primo statuto – ha raccontato ad Abruzzoweb Zaini – la Vas ha sempre continuato a operare all’Aquila e Provincia, arrivando, prima del terremoto del 2009, a ben 5 mila donatori effettivi”.
Donare il sangue è semplice e possono farlo tutti coloro che siano adatti dal punto di vista medico e che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 65 anni, “abbiamo anche donatori di 70 anni, ma sono casi eccezionali laddove il medico lo ritenga possibile”, ha rivelato Zaini.
I donatori all’Aquila sono di tutte le età, Zaini ha spiegato che “molti genitori accompagnano i figli appena diciottenni a donare per la prima volta”.
Se si vuole donare sangue non c’è limite di sesso, religione e colore della pelle, “ci sono donatori della Romania, dell’est Europa, della Turchia, dall’Albania: tutte persone che fanno lavori molto diversi tra di loro, ma comunque donatori volontari”, ha aggiunto Zaini.
Al convegno si è affrontato il problema della donazioni di plasma, che ha bisogno di un apposito macchinario che divida i globuli rossi dal restante fluido, la donazione dura, in media, di più di un prelievo di sangue.
“In Abruzzo, ma anche in Italia – ha spiegato zaini – non siamo autosufficienti per la fornitura di plasma alle case farmaceutiche, gli emoderivati sono molto importanti in un gran numero di malattie, così dobbiamo importarlo dall’estero per sopperire alla mancanza”.
“Il convegno – ha continuato il presidente della Vas – è andato molto bene. Gli interventi hanno esposto argomenti innovativi e d’attualità nel campo sangue-plasma. Sono stati messi in luce i problemi collegati all’autosufficienza delle banche di sangue e plasma in Italia e in Abruzzo, ma si è parlato anche di cellule staminali e di tutto ciò che riguarda la donazione di sostanze organiche”.
L’inaugurazione della nuova sede è stata molto importante per i volontari, “dalla notte del terremoto – ha raccontato Zaini – la nostra sede, che si trovava nello stabile della Croce Rossa, non è stata più nostra. Grazie al presidente Fidas Friuli, Renzo Peressoni, che ci ha fornito un’autoemoteca e un container, già da giugno 2009, siamo tornati attivi”.
“Dobbiamo essere grati alla Fidas Friuli – ha tenuto a precisare Zaini – soprattutto perché ha elargito metà della cifra con cui siamo riusciti a comprare i locali della nuova sede, il resto è stato raccolto nelle varie associazioni affiliate Fidas e donato alla Vas”.
“Nei giorni dell’emergenza – ha continuato Zaini, non senza un filo di commozione – all’Aquila non si poteva donare il sangue. Allora sono state organizzate raccolte eccezionali negli ospedali di Teramo e Pescara: erano talmente tanti i donatori, che, per problemi di ordine, hanno dovuto comunicare che per donare ci si doveva prenotare”.
Dopo il terremoto, il numero di donatori si è drasticamente ridotto, “ma, oggi – ha precisato Zaini – siamo riusciti a raggiungere nuovamente un numero consistente: siamo in 2 mila”.
“Abbiamo in progetto – ha continuato il presidente della Vas – una serie d’interventi nelle scuole superiori per spiegare, ai ragazzi degli ultimi anni, già maggiorenni, quanto sia importante donare il sangue. L’intento è anche incontrare gli alunni delle elementari, perché è importante sensibilizzare, sin da piccoli, alla necessità e al valore sociale di questo tipo di volontariato”.





