L’AQUILA – Sindacati e Sel chiedono al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, di tornare sui suoi passi e ritirare le dimissioni.

I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Umberto Trasatti, Gianfranco Giorgi e Pietro Paolelli, affermano che “la città non possa reggere il peso di un ennesimo commissariamento governativo”.

Da Sinistra ecologia e libertà, invece, arriva il sostegno al primo cittadino con una nota firmata dal segretario regionale, Gianni Melilla, quello provinciale, Umberto Innocente e quello comunale Giustino Masciocco:

“Sinistra Ecologia Libertà”, che non è rappresentata in Consiglio Comunale, chiede al Sindaco, Massimo Cialente, di ritirare le sue dimissioni e di avviare una fase di discussione aperta”.

Ieri il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha confermato che il Comune dell’Aquila non potrà andare al voto anticipato nè il 15 e 16 maggio nè a giugno, quando si svolgeranno le consultazioni elettorali referendarie.

Nella serata di ieri, invece, il sindaco ha ottenuto anche la ventesima firma al documento di sostegno alla sua attività di governo: quella del consigliere Pd Vincenzo Rivera, che nella mattinata aveva auspicato l’arrivo di un commissario prefettizio. Su River il Pdl ha ironizzato, affermando che si  è comportato come “dottor Jekyll e mister Hyde”.

LA NOTA DI CIGL-CISL E UIL

Le dimissioni del sindaco Cialente, al di là di quanto ognuno legittimamente pensa sull’operato del primo cittadino, ed a prescindere dalle opinioni politiche di ciascuno, rappresentano certamente un ulteriore gravissimo problema a carico della città.

Quel che è sotto gli occhi di tutti, e che le organizzazioni sindacali vogliono ricordare in un momento nel quale il dibattito cittadino sembra rivolto verso altri argomenti, sono infatti le gravissime difficoltà economiche e sociali che il capoluogo soffre, la disperazione e la perdita di speranza per le migliaia di disoccupati che vivono nell’area del cratere sismico, la rabbia e la disillusione dell’esercito dei cassintegrati, le difficoltà delle famiglie nel tirare avanti ogni giorno e nel guardare avanti con fiducia.

Rispetto a tutto ciò, la domanda che rivolgiamo e la seguente: una città senza sindaco e commissariata per un anno può affrontare meglio o peggio questi problemi? Un Comune affidato a un commissario senza legittimazione popolare (non votato dagli elettori) può prendere le decisioni anche difficili che si renderanno necessarie? La nostra comunità, che già oggi non può decidere su vicende e temi fondamentali per i quali è stata commissariata (ricostruzione, sanità, parchi, ecc.) può permettersi un altro commissario persino nell’ente e nel ruolo più vicini ai cittadini, alla loro vita e ai loro desideri?

Siamo in una fase in cui l’elenco dei problemi si allunga ogni giorno, e in cui un capoluogo ferito deve affrontare nuove sfide. Basti ricordarne una soltanto: i problemi della sanità, il rischio concreto che negli ospedali della provincia possano chiudere interi reparti. Chi deve affrontare questi problemi se non chi è stato eletto dai cittadini per occuparsene? Con quale atteggiamento, quale credibilità e quale peso un commissario interlocutorio e con funzioni burocratiche potrebbe affrontare questo argomento come tanti altri?

Per quanto ci riguarda crediamo che la città non possa reggere il peso di un ennesimo commissariamento governativo, e che il sindaco e l’intero consiglio comunale, ciascuno con le proprie idee ed il proprio ruolo, debbano farsi carico di questa fase difficilissima, dando un contributo per spingere il capoluogo fuori dalle secche, favorire l’avvio della ricostruzione e un rilancio che tutti noi aquilani aspettiamo.

LA NOTA DI SEL

Le dimissioni del sindaco Massimo Cialente sono l’epilogo di una vicenda istituzionale che, dopo il terremoto, ha visto prevalere la forma di comando commissariale sulla forma della democrazia rappresentativa; il ruolo del Consiglio Comunale è stato fortemente ridimensionato ed il rapporto con i commissari si è sostituito al controllo dei cittadini sugli eletti.

Da tempo i cittadini denunciano il disagio per questa situazione e chiedono il superamento del regime commissariale ed il ritorno alle naturali procedure per il Governo della ricostruzione, tanto, da farsi promotori di una proposta di legge di iniziativa popolare. Non si può rispondere a queste aspettative con l’arrivo di un Commissario al Comune dell’Aquila che, sarebbe inevitabile, se il Sindaco confermasse le sue dimissioni non essendoci più i tempi per andare a nuove elezioni prima della scadenza naturale del Consiglio Comunale.

La nostra città non può permettersi un nuovo Commissario perchè i problemi da gestire sono gravi ed  hanno bisogno del consenso e della partecipazione dei cittadini se si vuole evitare il rischio delle speculazioni e dello snaturamento irreversibile del nostro territorio.

Per questi motivi “Sinistra Ecologia Libertà”, che non è rappresentata in Consiglio Comunale, chiede al Sindaco, Massimo Cialente, di ritirare le sue dimissioni e di avviare una fase di discussione aperta  in cui le forze politiche, sociali, economiche possano concorrere  alla costruzione di un modello di democrazia che connetta la rappresentanza (Consiglio Comunale) con la partecipazione (cittadini e loro organizzazioni).

L’esperienza di questi anni dice che a L’Aquila esistono tutti i presupposti per sperimentare un coinvolgimento attivo dei cittadini alle scelte di governo del territorio; si potrebbe cominciare dalla discussione del regolamento di partecipazione proposto dall’assemblea cittadina. Pensiamo che questo sia il solo modo possibile per superare la “solitudine” del Sindaco e l’autoreferenzialità dei consiglieri: c’è bisogno di un atto di responsabilità da parte di chi è stato scelto dai cittadini per governare la città e non per abbandonarla al potere assoluto dei commissari.

“Sinistra ecologia libertà”, cercherà di aiutare questo processo con la sua azione politica a partire dalla convinzione che la crisi della democrazia rappresentativa va ben oltre la gestione del Comune dell’Aquila e che la sperimentazione di nuovi modelli democratici potrebbe aiutare una riflessione nazionale di più ampio respiro.

PDL: “RIVERA COME DOTTOR JEKYLL E MISTER HYDE”

L’AQUILA – “Il consigliere comunale Vincenzo Rivera ha mostrato la sua doppia personalità. Quando è dottor Jekyll, afferma di preferire a Cialente un commissario e, anzi, sottolinea la sua preferenza indicando Gabrielli come scelta migliore; quando è mister Hyde, firma il documento a sostegno del sindaco, dichiarando che le sue affermazioni precedenti sono state una “provocazione rivolta alla mia maggioranza per spronarla a cambiare passo, anche attraverso l’avvicendamento di alcuni assessori poco operativi della giunta comunale”.

A scriverlo sono il vice coordinatore comunale Pdl, Roberto Santangelo, ed il dirigente provinciale del partito Alfonso Magliocco.

“Se, tale doppia natura si manifesta sistematicamente, siamo sicuri che dopo le sue ulteriori dichiarazioni di essere “’indisponibile a ricoprire qualsiasi futuro e possibile incarico di governo della città’, lo vedremo in giunta, seduto al fianco di Cialente”.

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